LA LEGGENDA DI EVELINE

LA LEGGENDA DI EVELINE

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Non-Fiction
Questo racconto lo scrissi diversi anni anni fa pubblicandolo nel mio primo libro, una raccolta pubblicata con una casa editrice. A ispirarmelo fu una storia vera, quella di una giovane vita stroncata da un destino crudele. Conoscevo bene quella giovane vita. Avevi poco più di dieci anni quando ti ho salutato tradendo, forse, il tuo bene. Poi, ti ritrovai per caso, giovane adolescente, con i tuoi meravigliosi occhi celesti e i capelli biondi. E quell'orecchino che mi avevi sempre detto avresti messo "da grande". Tormentato. Stretto in una realtà che non ti apparteneva. Un sangue diverso. Non te lo hanno mai perdonato quel "sangue straniero". Non ci siamo più incontrati. Quando seppi della tua morte, un giorno come tanti di quattordici anni fa, mi cadde il mondo addosso. E allora scrissi pagine e pagine che forse conservo ancora, ma non ho il coraggio di cercare, e poi nacque questa storia. Una favola dark che dedico a te, alla tua vita finita troppo presto. Un racconto che narra di un amore sospeso, come la tua esistenza, quello che forse avresti vissuto nella pienezza se ti fossi concesso più tempo, se non avessi bruciato tappe e vita. Se la stessa vita non fosse stata così crudele con te, da abbandonarti a un fragile destino. Sono trascorsi anni e fa sempre più male. Perché ovunque tu sia, io non ti ho mai dimenticato.
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Asher non è mio fratello di sangue, ma è sempre stato parte della mia famiglia. Quando ero piccola, lo vedevo come un eroe: il ragazzo silenzioso con gli occhi troppo tristi e un passato di cui nessuno voleva parlare. Poi, a diciotto anni, è partito per arruolarsi. Senza guardarsi indietro. Senza dirmi addio. Ora è tornato. Ma l'uomo che ho davanti non è il ragazzo che ricordavo. È più alto, più forte, più distante. Gli incubi che lo tormentavano da bambino non se ne sono mai andati. Anzi, ora ce ne sono di nuovi. La guerra lo ha cambiato in modi che non riesco a comprendere. Eppure, il vero problema non è lui. Sono io. Perché per la prima volta nella mia vita, guardarlo non è più la stessa cosa. E non dovrebbe essere così. Lui è Asher. È la mia famiglia. Ma allora perché non riesco a smettere di pensarlo in un modo che non dovrei?

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