Fears, paura.
Nome molto comune per descrivere ciò a cui non si sa dare una ragione, o semplicemente non la si vuole dare. Per la mente umana la paura è qualcosa che può danneggiare la nostra psiche.. qualcosa che ci può portare a cambiare in qualche modo.
Spesso la si tiene lontana, ignorandola o, semplicemente, riponendola in un cassetto remoto della nostra stanza.
Bizzarro, no?. Da piccoli, per spronarci a fare qualcosa, i nostri genitori ci ripetevano frasi poco rassicuratorie.Noi, ovviamente, credevamo a tutto.Poi si cresce.. le paure, invece di essere affrontate , molto spesso, vengono nascoste e riposte in qualche scaffale. Chi è al vertice di qualcosa ci invita a non pensarci, o semplicemente ci convince di tutt'altro.Com'è debole la mente umana..Si crede a tutto, pur di convincere se stessi un qualcosa di bello, magari in una storia da favola. Ci si nasconde dietro alla forza, al potere che qualcosa di materiale è capace di donare. Ormai tutto quello che ci circonda è una falsa, tutto comandato da una forza più grande.. quel qualcosa che ci sprona a confonderci uno con l'altro, a perdere noi stessi. Ormai, chi prova ad essere ciò che è realmente, viene riposto in uno scaffale, da solo, classificato poi con" strano".Poi c'è chi riesce a rinascere in questo mondo ormai finto, colui che preferisce la solitudine, a tanti amici pronti a pugnalarti da un momento all'altro. C'è poi chi, come Emily, prova ad integrarsi in questo mondo, colei disposta a tutto pur di non essere dimenticata .. colei che prova a risanare le sue cicatrici, ormai troppo aperte. Colei che, nel tentativo di diventare importante qualcuno, si imbatte in qualcosa di più grande di lei, in un muro che la spronerà a cambiare strada... Poi, toccherà a lei, scrivere la sua storia.
«Ci sono verità che non si possono seppellire. Nemmeno sotto terra. Nemmeno col sangue.»
Alexa ha lasciato la sua città d'infanzia con le ossa rotte e il cuore pieno di silenzi. Un anno prima, suo fratello Brian è morto in un incidente. Un incidente che puzzava di bugie. Di cose non dette. Di qualcuno che sapeva troppo e ha parlato troppo poco.
Nel tentativo di ricominciare, Alexa si trasferisce. Nuove mura, nuovi volti. Ma la verità ha l'abitudine di seguirti ovunque, soprattutto quando non vuoi guardarla in faccia. E tra i corridoi scoloriti della sua nuova vita, incontra i Breakbones: quattro ragazzi usciti da un riformatorio con negli occhi tempeste e cicatrici che non si curano col tempo. Ma è Jackson, silenzioso e sfuggente, a farle tremare davvero il petto. Nessuno sa perché fosse lì dentro. Lui meno di tutti.
Poi arrivano i messaggi anonimi. Gli incubi che somigliano troppo alla realtà. I sospetti che tornano a battere sotto pelle. Il sangue che chiama altro sangue.
E Alexa capisce che il passato non è finito. Non ancora.
Una storia che parla di dolore, fratellanza, vendetta e amore nascosto sotto mille strati di rabbia.
Una storia in cui la famiglia non è chi ti cresce...ma chi resta, anche quando tutto brucia.
«E se la verità uccide, allora io voglio morire sapendo.»
Leggi, se hai il coraggio.
Questa non è una storia qualsiasi.
È una ferita aperta che pulsa ancora.
WARNING: questa storia tratta di tematiche particolarmente sensibile come autolesionismo, dca, tentato suicidio, descrizione di scene esplicite, violenza e linguaggio volgare. Se siete deboli di stomaco, cambiate storia. Altrimenti allacciate le cinture e andiamo insieme nel mondo dei miei personaggi!