L'ANELLO DELLA NONNA

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Sesto racconto della mia antologia Fantasy Horror "RACCONTI DI ALTROVE" pubblicata con la CE PAV Edizioni. La bimba non aveva alcun dubbio su chi fosse la presenza notturna che le facesse visita ogni notte perché l'odore di muschio bianco era il profumo preferito di nonna bis. Le sue mani delicate erano sempre state l'unica piuma magica in grado di tranquillizzare la piccola Emy e inoltre, quando la sua piccola mano incontrava quella della bis nonna, poteva riconoscere il suo anello con la grossa pietra rosa, quello che indossava sempre al dito medio, dal quale lei non si separava mai, non lo aveva fatto in vita e altrettanto nella morte poiché era stato seppellito con lei nella tomba.
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EHY GUYS ho già pubblicato questa storia in passato tuttavia ero piccola e la storia non è mai stata completata. a distanza di due anni ve la ripropongo migliorata e completa. Enjoy! ☀️LIBRO SCRITTO A DODICI ANNI☀️ PROLOGO Quando si trovò davanti al nero mantello del principe, che adesso iniziava a starle antipatico, non vide nulla all'interno, lentamente le sue pupille si dilatarono fissando quel buio ipnotico; quando fu completamente assoggettata all'oscurità una lunga e ossuta mano, con la pelle bianca e tirata, con unghie lunghe e nere si protese verso il palpitante cuoricino di Beth e fece cenno di avvicinarsi. Ubbidienti le sue manine si strinsero attorno alle lunghe dita raggrinzite e ossute, senza aspettare mise un piede dentro il cerchio e la canzone la travolse. ........................................................................... Di tutte le allegre bambine che si rotolavano tra le foglie e scherzavano mangiando dolci erano rimaste solo carcasse spogliate e mezze maciullate. Probabilmente non dovrei urlare, non dovrei attirare l'attenzione di nessuno, se è rimasto qualcuno di cui attirare l'attenzione, quella specie di mostro mangia cadaveri è ancora dietro quel muro! Voleva tanto aver potuto pensare quello prima di ritrovarsi ad urlare inciampando e piangendo disperatamente tra i cadaveri di bambine con cui lo stesso giorno prima aveva scambiato le figurine e giocato con le barbie, ma nessuno oramai poteva fermarla, non aveva idea di cosa stesse succedendo, aveva paura e la paura era ciò che si era impossessata di lei quando entrando in casa, stordita, neanche si era accorta dell'ombra che la osservava muta e senza volto da un angolo della camera dove si era rifugiata. SE QUESTA PICCOLA ANTEPRIMA VI INTRIGA, VENITE A DARE UN'OCCHIATA

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