Un bisogno irrefrenabile (Haru X Rin)

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Jan 24, 2023
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Free! Iwatobi Swim Club
"...Il sole scottava sulla pelle. Il bisogno si faceva sentire sempre di più. Sentivo la gola bruciarmi. Camminai per altri metri, finchè non lo vidi..." (Free non mi appartiene. Questa storia è scritta senza scopi di lucro. Le immagini sono di proprietà dell'artista. La Fanfiction è di mia creazione)
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[Katsuki Bakugo x OC] - Lemon/smut & Fluff. Slow burn Enemies to lovers. OOC (passive-aggressive Bakugo). Questa storia racconta ogni cicatrice. Dal capitolo 8: «Mi fissò con un'espressione vagamente torva, una punta di gratitudine mista a confusione, come se stesse guardando un estraneo particolarmente sgradevole che però le aveva appena fatto un favore. E poi realizzai. Non si ricordava di me. Io l'avevo pensata per una settimana, avevo analizzato ogni dettaglio di quell'umiliazione, e lei non sapeva nemmeno chi fossi. Mi aveva rimosso come una macchia sul vetro. L'irritazione mi divampò nel petto, rapida e incontrollata. Prima che potessi filtrare il pensiero, le parole mi uscirono di bocca con una nota di arroganza che non riuscii a trattenere. -«Allora? Sei muta, o hai intenzione di ringraziarmi?» dissi, gesticolando verso lo spazio ormai sgombro accanto al suo banco. Lei inarcò un sopracciglio, scrutandomi come se fossi un insetto fastidioso che aveva appena iniziato a ronzare troppo forte. Non sembrava colpita, né minimamente intimorita. -«Grazie.» rispose, e per un istante pensai di aver vinto. Ma poi aggiunse, con una freddezza che mi spiazzò: «Ma non ricordo di aver chiesto il tuo aiuto.» Non aggiunse altro. Non mi chiese come mi chiamassi, non mi degnò nemmeno di un altro sguardo. Si limitò a raccogliere con calma la borsa, mi scivolò accanto come se fossi parte dell'arredamento e uscì dall'aula. Rimasi lì, immobile davanti al mio banco, con i palmi che iniziavano a scottare. Davvero mi aveva appena snobbato davanti a metà classe? Il nodo allo stomaco tornò a stringersi. Non era odio. Era la sensazione inquietante di aver trovato l'unica persona capace di guardarmi dall'alto verso il basso senza nemmeno alzarsi in piedi.»

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