Cursed
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WpMetadataNoticeLast published Sun, Mar 2, 2025
«Non mi piacciono le lacrime. Da piccolo le reputavo offensive per noi maschi, un simbolo di fragilità. Ora le odio perché temo di vederle riflesse negli occhi delle persone che amo.» Sorrido, ma con amarezza. «Ne ho versate tante, da bambina. Ho sofferto per gran parte della mia infanzia ed adolescenza. Fa ancora male, perché sembra non passare mai. Ma adesso non le condanno, mi hanno aiutata a crescere. Dentro quelle lacrime io ci vedo un mare di gratitudine.» «Non te lo meritavi. Avresti dovuto vivere spensierata, Xenia. Dico sul serio.» Lo osservo, mentre il sole al tramonto rende i suoi occhi ancor più chiari, ed i miei si riempiono di sale. Avrei dovuto, è vero. Ma non ho mai osato. Questa è la storia di Xenia. Una ragazza dal nome così particolare da non essere, quasi, conosciuto. Privo di un eco, un nome mai ascoltato. L'esistenza solitaria di una diciassettenne che, per tutta la vita, si è ritrovata sola con se stessa, rinchiusa in una corazza di spine. Vivere senza aver mai avuto la possibilità di legarsi a qualcosa, a qualcuno, ad un'attenzione o un ricordo. Senza aver mai conosciuto la libertà di poter essere sé stessa. Ma, adesso, con la voglia di riprendere in mano la propria vita e di lasciarsi alle spalle il gelo che l'ha accompagnata sin dall'infanzia.
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C'era una volta una ragazza di nome Evelyn. Aveva lunghi capelli biondi che le scendevano fin sopra la vita, la pelle chiara come il ghiaccio e occhi di un castano dorato, quasi come l'oro. Frequentava l'ultimo anno del ginnasio ed era sempre stata una giovane diligente, attenta, silenziosa. Ma da un anno a questa parte, tutto era cambiato. Una nuova casa, nuovi volti, nuove regole. E un silenzio che la stava lentamente consumando. Un silenzio che nessuno sembrava sentire. Evelyn si sentiva intrappolata. In una dimora che non offriva riparo. In un corpo che non trovava più voce. In una vita che le andava stretta come un abito cucito male. Poi, un giorno, arrivò una lettera. Non portava firma, né francobollo. Solo poche righe, tracciate da una mano sconosciuta. Qualcuno che scriveva senza volere nulla in cambio. Qualcuno che sembrava vederla davvero, senza bisogno di sentirla parlare. Qualcuno che, attraverso la carta e l'inchiostro, seppe farle sentire il cuore ancora vivo. Ma certe corrispondenze nascono nell'ombra. E nell'ombra, a volte, è difficile distinguere chi ti tende la mano... da chi, lentamente, ti sta trascinando giù.

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