La perdita improvvisa della madre spinge l'autrice a iscriversi ad un ritiro di meditazione buddista senza alcuna preparazione. Napoletana fin nel midollo, coinvolge chicchessia nella sua decisione di partire per Pomaia, un prestigioso monastero dove avrà la fortuna di incontrare quelli che poi diverranno i suoi Maestri. "Una punta di pace" è il racconto della sua prima esperienza di meditazione "vipassana", un'antica pratica di consapevolezza dal significato di "visione profonda", un'esperienza che l'autrice ripercorre nei suoi mille risvolti: dalle infantili paure, agli incontri incredibili, alle sfide affascinanti. Un piccolo "giro del mondo" dove s'intrecciano ironia e intensità, nell'alternarsi di episodi comici a squarci di riflessione, nei quali, assieme alla ferita della perdita, si riaffaccia sulla pagina il ricordo del giorno in cui la madre si ammalò. Nell'altalena di sensazioni di un cuore smarrito, la scelta d'iniziare un percorso di pratica di consapevolezza è una svolta che non mancherà di portare all'autrice un dono inaspettato e prezioso.
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