My Sad Soul
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WpMetadataNoticeLast published Sun, Nov 1, 2015
Viviamo in un mondo perverso, malato, dove la gente gode nell'infliggere dolore e provocare cicatrici indelibili. Purtroppo la gente non distingue il bene dal male, gli innocenti credono di star facendo del torto, mentre i colpevoli sono sicuri di star facendo del bene. Ma io non sto critacando i malfattori, anche i benevoli hanno le loro idee strane, la loro mente rimane sempre e solamente malvagia. E volete sapere il perchè? Perchè è il Diavolo che ci manovra, come se fossimo dei burattini, controlla la nostra testa e la nostra anima... Ha un qualcosa collegato con noi, come il sole e la luna, si rincorrono perchè ne hanno bisogno, così come il bene e il male. Ma principalmente siamo noi che ci lasciamo coinvolgere, e questo è quello che è successo a me. Mi sono fatta coinvolgere da un uomo, misterioso ed intrigante, era tutto quello che credevo... Apparentemente era buono, poi sono venuta a conoscenza della sua mente, malata, era tutto quello che potevo dire. Mi sono fatta trascinare in un mondo che non conoscevo, ne sono venuta a far parte. Fu l'idea peggiore che potetti avere nei miei anni di vita. Ma vivevo nella consapevolezza di poter scappare da tutto questo.... Mi sbagliavo di grosso. Questa è una fanfiction rossa, tratta scene di sesso esplicite, violenza, abuso di droga e alcool. LEGGERE A PROPRIO RISCHIO PERSONALE.
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⚠️TW: linguaggio, usi e/od abusi di sostanze stupefacenti, s*sso ‼️ l'età dei personaggi pubblici citati non sempre corrisponde alla loro effettiva. (massimo pericolo, alessandro vanetti, 28 anni, nel racconto è descritto come diciassettenne per una scelta stilistica.) davide deglutì e spostò fugacemente gli occhi sulle mie labbra, poi ancora nelle mie pupille. "secondo te.." si stoppò di scatto. "si?" lo incitai. poi presi ad ammirare il suo volto, ancora bagnato. intravedevo nell'oscurità qualche goccia scivolargli sulle guance, come fossero lacrime, ma non lo erano. "è possibile spiegare agli altri come ci si sente?" ormai un po' la sua imprevedibilità me l'aspettavo. non cercavo più d'indovinare cos'avrebbe detto, perché non ci sarei riuscita. mi presi qualche attimo per cercare le parole giuste con cui rispondergli. "no, nessuno può sapere cosa senti davvero" giunsi ad una conclusione, anche se abbastanza affrettata. "perché?" il suo sguardo trafiggeva il mio. "perché potresti mentirmi, ad esempio." "e se non ti mentissi..lo capiresti, come mi sento?" "non lo so. come ti senti?" "intendi ora?" guardò il cielo sorridendo, come appagato e all'improvviso sazio. "in un modo strano. come non mi ci ero mai sentito, prima."

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