Sotto lo stesso cielo-Aizawa x OC
Il silenzio che seguì fu assoluto, soffocante. Nella stanza si sentiva solo il respiro corto e spezzato della ragazza, che lo fissava con gli occhi lucidi di una rabbia asciutta. Aizawa rimase immobile. Il pezzo di stoffa stretto tra le dita di lei sembrava pesare tonnellate. La sua mascella si contrasse con una violenza tale che i muscoli del collo si tesero vistosamente sotto il tessuto della sciarpa, quasi a voler spezzare quella tensione insostenibile. Il senso di colpa del modo in cui l'aveva trattata all'accademia, unita al terrore puro provato nel vederla indifesa sotto l'attacco di quel criminale poche ore prima, gli crollò addosso tutto insieme. Emise un lungo, roco sospiro dal naso, una fiammata di calore che si dissolse rapidamente nella penombra del salotto. Si voltò del tutto, torreggiando su di lei. Lo sguardo che le piantò addosso era spogliato di ogni freddezza... era solo stanco, immensamente stanco.
«Non mi importa nulla della mia dignità o delle classifiche. Sai che disprezzo quella retorica. Ma ho dovuto farti odiare ogni singola parte di me. Era l'unico modo.» Abbassò gli occhi sul braccio contuso di lei, la mascella di nuovo serrata. «Sei una quirkless, Shoko. Per i villain che affronto io ogni notte... quelli veri... sei il bersaglio perfetto. Se scoprono che sei legata a Eraserhead, diventi un pezzo da usare per ricatto o vendetta. Ti farebbero a pezzi solo per vedere se cedo.»