Let me dream today

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《Credevo avessi smesso di fumare.》 Avrei riconosciuto quella voce tra un milione. Era una voce dolce e gelida allo stesso tempo. Sussultai. Non potevo credere che fosse davvero lei. Non mi girai, e continuai a fumare fingendo disinvoltura. Si sedette accanto a me e cominciò a guardarmi. Sentivo le sue iridi calde su di me, che cercavano le mie con impazienza. Mi girai verso di lei e buttai via la sigaretta. 《Certe persone sono come le sigarette: sai che ti avvelenano i polmoni ma continui a fumarle.》 Finalmente, dopo quei giorni orribili, un brivido mi percorse: mi guardò con più intensità. 《Bhe, se è davvero così, voglio essere la tua sigaretta.》 Esclamò abbozzando un sorriso.
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"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

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