Do You Like The Moon? || Khonshu

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-segue la serie di Moon Knight- Kailane Dias, una donna di origini brasiliane, si trasferisce a Londra per scappare dal padre violento, dopo anni di continui abusi, e dalla polizia. A Londra farà nuove amicizia e strani incontri, tra umani e Dei egiziani. La ventenne, anche se ha problemi di vista per colpa del padre, non si arrende e aiuta i suoi amici a fermare una Dea che vuole fare della Terra il suo paradiso. -dal testo- "Perché non dormi?" Chiede girandosi verso di me "Non ci riesco" Sussurro dando un'occhiata al corvo che dorme tranquillamente sul cuscino "E tu, Khonshu? Puoi dormire?" Gli domando guardandolo incuriosita "No, noi Dei non abbiamo bisogno di dormire" "Ah~ Quanto ti invidio" Sospiro stiracchiandomi "Vorrei anch'io non dormire" "Come mai? In tutti i miei anni, ho notato che agli umani piace dormire" Sorrido leggermente appoggiando i gomiti sulla ringhiera del piccolo terrazzo, mentre il Dio della Luna mi guarda "Un tempo avevo desiderato di dormire quanto volevo, heh. Ma sono successe troppe cose che hanno influenzato il mio sonno, i miei sogni..." Parlo piano senza staccare gli occhi dalla luna con lo sguardo di Khonshu su di me.
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DabixOC ☽ Sbarrai gli occhi e distolsi subito lo sguardo. Il fatto che il mio corpo avesse iniziato a provare dei desideri nei suoi confronti mi allarmò di brutto. Il suo calore, il suo desiderio, la sua presa. Il mio volto era talmente caldo che temetti potessero fumarmi le orecchie, mentre lo sfarfallio allo stomaco precipitò al basso ventre. Come se i miei conflitti interiori non fossero abbastanza, un'altra molesta pressione mi si incollò addosso. Mi sentivo osservata. Deglutii a vuoto e alzai cautamente lo sguardo. Non farmici pensare... I miei occhi celesti e colmi di vergogna incrociarono quelli taglienti e altrettanto chiari di Dabi, intento a osservarmi da sopra la mia testa con un ghigno sghembo. Non guardarmi... Il cuore mi balzò in gola e fu come se mi fossi dimenticata di respirare. Smettila... La sua occhiata languida fu in grado di scrutarmi oltre le pupille, oltre il mio muro di silenzio, arrivando molto, molto più a fondo... Non dirmelo. E il fatto che il suo sorrisetto si estese, colorato dalla luce bluastra della televisione, mi raggelò il sangue nelle vene. "Cosa stai guardando?"

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