"Non ci sono sempre eroi nei primi capitoli di una storia. A volte ci sono solo bambini spaventati. Io ero uno di quelli." Questo libro è il racconto vero, intimo e profondo di un bambino che aveva paura. Paura di entrare in palestra, paura del confronto, paura di non essere all'altezza e di deludere un padre che col basket aveva costruito una parte della sua vita. È una storia che comincia in un giardino, con un canestro montato su un muro da un padre silenzioso e presente, e una nonna che con mani forti e occhi dolci teneva in piedi una famiglia e un'infanzia. Attraverso ricordi, immagini e sogni, l'autore ci accompagna nei primi tiri, nelle prime sconfitte, nelle prime emozioni vissute con un pallone in mano e un cuore pieno di desideri. Una dichiarazione d'amore per il basket, certo. Ma anche per la crescita, per la famiglia, per chi ci ha creduto quando noi non sapevamo ancora farlo. È il diario sincero di chi, pur non avendo superpoteri, ha trovato la forza di provare. E poi ancora.
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