drugs
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"Scusa, hai da accendere?" due occhi azzurri mi fissavano, osservandomi attentamente, i capelli castano chiaro tirati su da un po' di gel si scompigliavano leggermente a causa del vento, rimaneva in attesa si una mia risposta, che tardava ad arrivare, con un mezzo sorriso stampato in faccia "E tu chi saresti?" -- -"La principessina dai bei vestiti ha scoperto il mondo della droga" -- "Com'è che ti chiami?" "Perché dovrei dirtelo?" "Be ormai è chiaro che i nostri destini si sono incrociati" conclude, continuando a girare il fumo nella cartina -- "..Vuoi correre un guaio?" "Che tipo di guaio?" "Essere con me è un guaio ragazza" -- "Louis" è questo il suo nome, Louis "Abigail Hockley" -- "Louis domani mi sposo" "Questo vuol dire che scapperemo 'sta sera" . "Sono stata chiara? Non lo devi ved.ere mai più" conclude lei "Non succederà mamma" cerco di dare un tono deciso alla mia voce tremante "Vivo da solo, non è una bella zona., non verranno mai qui a cercarti.. Solo per questa notte poi noi ce ne andiamo" "Noi?" "Certo.. noi, perchè? Se ti lascio andare da sola ti troveranno entro due ore e non potrei più vederti" ringraziò @ikigiall per la favolosa copertina grazie mille splendore .
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"Non era il mio tipo. Era peggio." Quando ho risposto a quell'annuncio per fare da babysitter, non mi aspettavo una villa con un portone in ferro, un citofono muto e silenzi che fanno più rumore delle parole. E di certo non mi aspettavo lui. Di certo non mi aspettavo tutto questo. Damon Sterling non sorride mai. Indossa completi neri e camicie bianche come fossero un'armatura, e parla con voce bassa, lenta, decisa. È il tipo di uomo che ti guarda e ti fa dimenticare come si respira. Ha trent'anni, è uno degli avvocati più temuti in città, ha un corpo che sembra uscito da un incubo erotico e... una figlia piccola, dolcissima. Nessuno sa nulla della madre. Nessuno osa chiedere. Ma la mia storia ha fatto mille domande. Doveva essere un lavoro semplice. Una stanza in più, qualche mese, qualche gioco. Ma poi ho cominciato a sentirlo dall'altra stanza. La voce. I passi. Le telefonate a mezzanotte. I respiri. E una notte... non è rimasto nella sua stanza.

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