Quando Hetty scopre che deve trasferirsi in Australia, il mondo sembra letteralmente crollarle addosso.
A sedici anni, introversa, solitaria, senza amici, e con il divorzio dei genitori alle spalle, per lei la vita non è mai stata una bella esperienza. Ma quando si trova costretta a ricominciare daccapo, in un nuovo continente e in una nuova città, sente che per lei è davvero arrivata la fine.
Tutto cambia il primo giorno di scuola, quando conosce Dom, suo coetaneo, studente tanto popolare quanto gentile e amichevole.
Restia a fare amicizia, Hetty prova in tutti i modi a tenerlo a distanza, senza successo.
Dom diviene così il suo primo vero amico, ma presto Hetty scopre che anche lui ha un passato di solitudine ed emarginazione alle spalle e che, soprattutto, è affetto da una malattia genetica grave e incurabile, e la sua sopravvivenza dipende solo da un ciclo giornaliero di aerosol e medicine.
Inizialmente travolta dalla paura, e con il mondo attorno a lei che inizia a sgretolarsi sempre di più, Hetty trova in Dom l'unica ragione per andare avanti. Trascinata dalla sua voglia di esistenza, di divertimento, di felicità, inizia a rendersi conto che vivere non vuol dire solo dolore e sofferenza, ma può davvero essere una meravigliosa avventura; e Dom le dimostrerà che, nonostante tutto, la sua vita non è finita per sempre. Insieme, potranno riacciuffarla.
[COMPLETA] "Perché questo è il dolore della vita: che per essere felici bisogna essere in due."
Victoria e Richard. Due ragazzi che nascondono negli occhi la paura di essere soli. Due anime destinate a dare vita ad un turbinio di emozioni.
Ma la solitudine avrà la meglio su queste nuove emozioni? O sarà una nuova luce a brillare in quegli sguardi spenti?
Victoria vorrebbe poter avere al suo fianco qualcuno che sia disposto ad ascoltarla, ma...
Non tutti sentono la necessità di ascoltare e, amare.
Forse, però, qualcuno potrebbe ritrovarsi a cambiare idea grazie allo stesso enorme potere della solitudine.
ESTRATTO: "Magnetici, lo sono sempre stati, i tuoi occhi. Sin dall'alba, fino al tramonto di ogni giorno, si portano dietro una certa fragilità di volontà non priva di autocompiacimento che ti impedisce di dare una svolta, di toglierti di dosso quell'estrema sensazione di dannata solitudine. Ti si è annidata nello sguardo e tra le occhiaie scavate, l'Accidia.
Non reggo, i miei di occhi, non reggono. Quella patina di splendore, che a metri di distanza, inganna. Sembra che i tuoi occhi stiano persino sorridendo, ma quanto è inimmaginabile una cosa simile? Io, che l'ho respirata la tua stessa Accidia, io che ad un palmo di distanza dal tuo viso, l'ho vista la realtà dei fatti, l'ho toccata con mano. I tuoi occhi piangono in silenzio, senza bagnarsi di lacrime. Non esiste droga che giustifichi, si chiama Indolenza, mista a indifferenza e noia.
Non esiste parte di me che ti giustifichi, Richard."