Raccontare un colore. Un punto in mezzo a una tela attorno al quale ruota una donna con il suo carico di memoria, emotività e ambizione. Un colore, simbolo dell'equilibrio dietro al quale celiamo l'idea di infinito: il blu. Quell'azzurro cupo, che si offre come sfondo a una coperta di stelle, che riempie il mare di sfumature che giocano con la luce, e che dipinge i dettagli di un'isola la cui leggenda è legata alla nascita di Afrodite, evoca il simbolo di un'organizzazione nata per assicurare la pace tra i popoli. Ed è proprio a partire da una pennellata di blu che l'autore disegna Catherine, una donna abituata ad attraversare il mondo per avvalorare una carica importante conquistata con il sacrificio di pezzi di normalità. L'ONU le chiede di volare a Cipro per stilare un rapporto sulla convivenza dei due gruppi etnici (greci e turchi) in vista del futuro referendum sull'adesione dell'isola all'Unione Europea. Un viaggio che per lei non avrà solo un valore professionale, ma sarà un ritorno alla terra della sua giovinezza. E lì, con il suo carico di profumi e colori, proverà cosa significa lasciarsi attraversare da una traccia importante del suo passato senza poterla tacitare.
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