idilliaco paradiso. //Marefuori

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Jan 13, 2024
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la percepiva nei palmi delle mani, si diramava lungo le braccia fino a diffondersi in ogni parte del corpo, vibrava di pura ed euforica energia, incontrollabile eccitazione che ne alimentava la furia ardente come il fascio di luce scarlatta mietitore di vit. una potenza instabile, brutale ed indomita che rispecchiava quella del suo originario possessore al quale la giovane promessa era ormai indissolubilmente legata dal destino ed era come impugnare parte di lei, sottratagli all'improvviso ma giunta in suo favore come intenzionalmente l'oscura essenza dell'equivalente la travolgeva, come la di lei luce seduceva lui, entrambi un oramai innegabile tutt'uno nel tempo e nello spazio, come in ogni altra astratta o concreta eternità.
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Anna Conte. 17 anni e una consapevolezza quasi insolente di sé. Gli occhi, di un verde intenso e sono lo specchio di un'anima complessa: spesso gelida e tagliente. Non si sforza di piacere, anzi. È l'antipatia fatta in persona quando vuole, un muro di spavalderia e arroganza dietro cui nasconde una vulnerabilità che, solo a pochi e rari momenti, si concede di mostrare. Ogni suo gesto è studiato, ogni parola calibrata per ottenere l'effetto desiderato: intimidire, provocare o, a volte, sorprendere con un inaspettato lampo di ironia che la rende, suo malgrado, quasi affascinante. È la sorella di Edoardo Conte, e questa parentela non è solo un cognome: è un marchio. Il suo ego è molto smisurato. Non accetta di essere seconda a nessuno, né di essere sottovalutata. È un enigma: spigolosa, testarda, eppure con una scintilla di quella stessa umanità che, pur tra mille errori, si fa strada anche nei cuori più duri. Non la definisci con un solo aggettivo, perché Anna è impulsiva ma calcolatrice, distaccata ma intensamente legata alle sue radici. Ciro Ricci. 18 anni. Gli occhi, di un nero profondo e penetrante, riflettono un'intelligenza acuta e una determinazione spietata, capaci di valutare ogni situazione e ogni persona con una lucidità quasi disarmante. Ciro non è mai stato un ragazzo qualsiasi; è nato e cresciuto con il peso di un'eredità criminale sulle spalle, un fardello che ha accettato con una gravità e una risolutezza precoci. Ogni suo movimento è calmo, controllato, ma intriso di una tensione latente che preannuncia la violenza. Non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare; la sua autorità è innata, un magnetismo oscuro che attira e sottomette. Il suo carisma è palpabile, un'arma tanto affilata quanto un coltello, capace di ispirare una lealtà incondizionata nei suoi seguaci e un terrore reverenziale nei suoi avversari. Ciro è il volto di un destino segnato, l'ambizione pura di chi vuole prendersi tutto, costi quel che costi.

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