il parquet al posto della pelle

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Apr 19, 2025
*Io sono Iside, ma da tutti mi faccio chiamare Izy. Fino al diploma ho vissuto ad Orlando in Florida con la mia famiglia. Ma poco mi sono trasferita a Charlotte per il draft NBA femminile dato che sono stata la ventiseiesima scelta nella squadra Charlotte Hornest, sono una delle ragazze più giovani fra le scelte di tutta la storia del draft. In pratica ho solo diciott'anni e dovrei essere all'università ma a me studiare per altro tempo non piace affatto soprattutto se voglio entrare nella carriera sportiva, con questo non dico che l'inglese e la grammatica non siano importanti, e si in fondo anche qualche espressione di secondo grado. Mentre andavo in palestra il primo giorno di allenamento mi imbatto su un ragazzo riccio alto 2m e 1cm, ci scontriamo la spalla*
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"Ti cacci sempre nei guai", "Non vali abbastanza", "Sei solo una ragazzina viziata". Ogni frase è un pugno o un calcio, e le frasi continuano così come i ricordi, così come la rabbia aumenta ancora tutta in una volta. "Sei sconsiderata", "È stata solo fortuna", "Non calcoli gli effetti collaterali delle tue azioni", "Non sai ancora proteggerti" sono le ultime frasi che riesco a sentire nella mia testa e con un pugno e un calcio ben piazzati stacco il sacco dal gancio. Crollo sulle ginocchia e solo ora mi accorgo di star piangendo, ero stanca di tutte le persone che mi dicevano cosa potevo o non potevo fare, ero stanca di chi mi dava della sconsiderata con il complesso dell'eroe sempre in cerca di guai. Ero stanca delle persone che non credevano in me e di quelle che non vedevano il mio potenziale.

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