Il Dolce Supplizio

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WpMetadataReadMatureComplete Sat, Feb 24, 2024
Una giovane donna, forte della propria vocazione religiosa, entra nel monastero carmelitano di San Giuseppe, a Toledo (Spagna) nel 1677: un secolo esatto dalla pubblicazione della celebre opera: "Il Castello Interiore" di suor Teresa d'Avila, fondatrice del monastero e mistica religiosa. Qui, la giovane, seguendo la rigida Regola del Carmelo, rimane estasiata dalla profondità dello scritto e rapita da esso inizia brevemente a commentarlo. Sotto forma di monologo, ad intavolarsi è una perfetta sintonia con la defunta sorella Teresa, l'unica in grado di comprendere i suoi turbamenti.
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«Alle bambine imperfette, che hanno avuto il coraggio di diventare madri, figlie, sorelle, eroine senza lieto fine.» Nel cuore di un regno che oggi vive solo nei ricordi, nacque una bambina dai capelli chiari e dagli occhi pieni di domande. Si chiamava Chiara Maria Teresa Leopoldina d'Amburgo-Lorena. Per tutti, semplicemente Chiara. Questa non è la storia di una principessa perfetta. Non ci saranno balli riusciti, corone splendenti o principi impeccabili. Ci saranno invece lacrime nascoste sotto i letti a baldacchino, sculacciate con la spazzola sopra i vestiti, fughe nei boschi, lettere mai spedite e sogni cuciti a mano tra le pagine di un diario. Chiara ha vissuto una guerra, ha amato in segreto, ha perso troppo presto, ha punito e si è sentita punita. Ma non ha mai smesso di cercare una carezza nella voce del vento o una risposta negli occhi di una figlia. E forse, proprio là dove l'infanzia non si è mai del tutto conclusa, ha trovato il coraggio di raccontare. Queste memorie non appartengono solo a lei. Appartengono anche a tutte le figlie che hanno odiato e amato le proprie madri. A tutte le madri che hanno temuto di aver sbagliato. E a chi, nella notte, ha parlato con spiriti, animali o sogni troppo veri per essere inventati. È passato molto tempo da quando Chiara camminava per i giardini reali o faceva i capricci nel salone delle udienze. Ma oggi, su quest'isola baciata dal sole, tra gli oleandri e il profumo del mare, lei è di nuovo con noi. Sta seduta accanto a me, i piedi scalzi nella sabbia. Sorride, senza la corona. E finalmente, può raccontare. "Ero solo una bambina. Ma anche le bambine sbagliano. Anche le principesse piangono. E io... non ho mai dimenticato."

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