"Prigioniero, sono prigioniero in me stesso, ma non posso farne a meno...il dolore mi fa sentire in qualche modo importante, considerato; come il numero 8 nella carambola".
Sono figlio di questo mondo sin da quando ne ho memoria. Non conosco i miei genitori e non credo li conoscerò mai. Sono uno come tanti, e come tanti, porto un pesante fardello dentro di me, ma non voglio che nessuno si avvicini, nessuno deve avvicinarsi a me! Tutti sono miei nemici! Si debbono tenere a debita distanza dalla mia persona, si avvicinino quel giusto che serve, quel giusto a farmi sentire importante, ma mai nulla di più.
Avvertenza più avanti.*
Semplicemente una Gerita un pó depressa
- Italia inizierà ad affrontare sempre più problemi a livello emotivo crescendo e la felicità del suo amico d'infanzia Germania diventerà una delle poche cose che lui pensa possano aiutarlo ad uscirne. -
(In collaborazione con Giuleka 15 )
*(Edit 2025: avverto che, per quanto non fosse davvero la mia intenzione, ho dato una caratterizzazione di Francia molto sbagliata e particolarmente cattiva, non era mia intenzione ma mi sono lasciat* prende la mano. Ho poi provato ad migliorarla verso la fine ma l'errore rimane comunque.
Per questo, dopo aver riletto la storia metto qui questa piccola avvertenza sapendo che non lo riscriverei essendo un ricordo questo libro, nonostante questo preferisco al meno aggiungere una nota per chi si potrebbe sentire insultato.
Ultima cosa, farei attenzione ai commenti proprio per la ragione detta sopra, ho tolto i peggiori ma la situazione rimane molto poco carina comunque).