Il mio incubo preferito

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Jun 28, 2015
Il silenzio si impossessò dell'intera mensa: Tyler Thompson fece la sua entrata con tanto di sorriso da cattivo ragazzo e una scritta in stampatello spiaccicata sulla fronte che diceva GUAI. Strinsi forte le mani, quanto avrei voluto dare una altro pugno a quella maledetta faccia. I suoi occhi passarono a rassegna tutti, fino a posarsi su di me. Oh cavoli, il mio cuore iniziò a battere all'impazzata e temetti che da un momento all'altro mi sarebbe uscito dal petto, mentre lui incurvava di più quel sorriso. Mi diedi una calmata, anche se il cuore faceva così, il mio istinto diceva altro. Sì perché, non sapevo se corrergli incontro per baciarlo o per spaccargli la faccia. Maledetto Tyler, tutta colpa sua e dei suoi addominali... "Non solo quelli". Zitta stupida coscienza.
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#81
cicatrici
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(LA STORIA È IN REVISIONE) "Conoscevo tutti i modi per patire, mi ero innamorata di uno studente militare della Air Force Academy di Colorado, che stava a 994 miglia da Los Angeles. Io e lui eravamo bravi a farci del male, sapevamo che avremmo sofferto, eppure non avevamo mai avuto il coraggio di dirci addio. Incidenti atroci e avventure sconfortanti mi avevano segnata, creando cicature indelebili, la scoperta di verità nascoste mi aveano prosciugata. Il dolore mi scorreva nelle vene costantemente e il sangue mi si congelava dentro, mentre il cuore era colpevole, non avevo potere su di esso, non lo ci si poteva comandare, faceva sempre a volere suo facendomi annegare ogni volta in un oceano profondo. Ogni giorno mi chiedevo se sarei mai più riuscita a venire a galla, oltretutto."

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