UNA REDENZIONE MANCATA

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Apr 30, 2024
Ferdinando fissò l'arma che aveva tra le sue mani tremanti. Il vento si era ormai calmato e le ultime luci del tramonto si era dissolte dando spazio al chiarore della luna. Affannato occhiò le macchie che aveva sulla sua camicia bianca e poi notò i numerosi schizzi che aveva sui suoi vestiti, era sangue. Lo stomaco gli si strinse e deglutì. Salvatore si avvicinò a lui e osservò il corpo steso davanti a loro <<hai fatto bene>>. Ferdinando si guardò il petto, una goccia di sudore scivolava al lato della sua fronte e riuscì solo a mormorare <<gli ho sparato>>. Il suo amico gli porse una mano sulla spalla <<non avevamo altra scelta, Nando hai capito?>> poi voltò il capo dietro di lui e con un gesto gli indicò che era meglio andar via. ... <<Secondo te Nando, come si può espirare un peccato?>> domandò dopo quel lungo silenzio Alfio. Ferdinando allargo il nodo alla cravatta. I loro sguardi si incrociarono <<Un vero peccato non si può espirare. Si è condannati a ricordarselo e si è vincolati a portarselo dentro, per quanto si possa scappare dal mondo o da sé stessi, per quanto i giorni, mesi e gli anni possano passare, io ho scoperto che la colpa di un atto estremamente grave non se ne andrà mai>> gli rispose il fratello distogliendo subito dopo gli occhi.
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