Granelli di saggezza

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Apr 21, 2024
Un momento storico tanto sentito da ognuno di noi premetto che non è semplice affrontare le tematiche che sto per illustrarvi in questo libro. Una tematica forte,diffusa e poco riconosciuta ancora tutt'oggi dagli esseri umani che a volte ignari della loro condizione, continuano affannosamente la loro vita quotidiana. Come una donna senza scrupoli che sovrasta l'intelletto umano. Cosa vuol dire veramente essere in preda a queste sensazioni negative? C'è chi ne è uscito vittorioso, chi ancora combatte la sua lotta personale e chi ancora non è consapevole di un mostro talmente potente e ossessivo. L'animo umano, l'intelletto umano come lo definisce lo stesso Aristotele è così complesso da a volte non comprendere veramente la sua vastità. Aldilà delle domande che ci siamo posti, ci sono delle sensazioni che possono rispondere o per lo meno avvicinarsi, al significato vero e proprio di questi aspetti. A volte non basta al soggetto esprimere tutto quello che vorrebbe esteriorizzare. Vorrebbe urlare al mondo per uscirne vivo da questo buco nero. Sentire la sua vera identità prendere forma e gestire la sua vita in piena autonomia, in altre parole vorrebbe soltanto 'guarire la sua anima'. Il racconto è incentrato su uno degli aspetti psicologici che vive ogni giorno l'essere umano, il mal d'animo, o il disturbo d'intelletto che a volte sono termini costanti e intrinseci altre volte per alcuni paralleli. Il vero emblema di ogni essere umano, a mio avviso, è comprendere realmente ciò che si prova interiormente e provare ad esteriorizzarlo. Il contatto con la realtà vera delle cose, che molto spesso manca in tutti quei soggetti sovrastati dal trauma. Vivere con il costante bisogno di comprendere, la sete di conoscenza di sé stessi e della vera natura di tutti questi aspetti che affliggono ai giorni nostri potrebbe aiutare ad uscirne oppure semplicemente a complicare la situazione? A volte sì, a volte no...
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Sono la luna, l'ombra della terra, mi piacerebbe spiegare, affascinare il vostro talento nel catarifrangente del pensiero ma quello che so fare è solamente osservare, il mio compito è quello di aspettare... a volte consiglio... non il consiglio giusto ma il consiglio che ti serve in quel momento, la vita sta diventando sempre meno originale, gli uomini se la riproducono per potersela rivedere: le azioni, i gesti, i modi di fare, di essere e di dire sono gli stessi...sono pacchetti; ma più si guarda al già successo e meno si guarda a quello che abbiamo davanti. La realtà non la vediamo, perché quello che abbiamo davanti è l'immaginario precostituito a cui la rapportiamo. Ho preso un occupazione a caso degli uomini: l'arte. Mi sono intrufolata dietro la storia di personaggi accomunati da questo emolliente psicotropo per inappetenti alienati che non sanno vivere comunemente. Sono entrata dentro i loro ricordi, ricordi di immagini, sono entrata nel loro intimo, intimo bisogno; ho ascoltato di cosa parlavano; raccontavano di un artista, trovato morto sulle rive di un lago. Dall'alto della notte sono scesa senza raggi, perché non giudico, dietro lo specchio di alcune confessioni; quello che mostro non sono testimonianze ma immagini già presenti. Non andate a vedere quello che vi racconto ma andate a vivere quello che vivete! Il denominare un oggetto o un'idea gli sottrae il vero significato che ha: quando noi nominiamo qualcosa, al momento di credere di averne fissata l'identità, quella cosa scompare e non presenta più le caratteristiche per la quale l'abbiamo identificata, ecco perché non racconto, ma strappo attimi di secondo al tempo. Un giorno nei dintorni di Dublino volli andare a vedere... iniziò così... fa paura guardare le persone negli occhi è come se guardassi dentro di loro, ma sono più belle della televisione.

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