Un vento di distanza

Un vento di distanza

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WpMetadataReadCompleta mar, mag 14, 2024
Simone è un libraio di trent'anni, ama il suo lavoro, ma si guarda allo specchio consapevole che l'equilibrio raggiunto dalla sua solitudine avrebbe bisogno di una rivoluzione. Qualche anno dopo aver pubblicato una raccolta di poesie, spinto dal desiderio di rimanere a contatto con la lettura, Simone decide di aprire la sua libreria. Di giorno, ha la possibilità di incontrare diverse persone, ognuna delle quali sfrutta i libri per mostrargli un piccolo frammento di sé. E così Simone compie dei veri viaggi psicologici nelle coscienze di questi personaggi, portandosi via ogni volta dei piccoli "souvenir" emotivi. Col passare del tempo, però, Simone sente che la rivoluzione di cui ha bisogno passa proprio attraverso quegli incontri: il suo senso lui non lo ha ancora trovato e si lascia abbandonare agli scopi delle vite degli altri, finché l'incontro con un bambino rappresenterà il suo punto di svolta. Di notte, Simone vive un altro tipo di viaggio. Sogna l'incontro con un ascensore. E lì parte un'avventura fatta di altri incontri, che si rivelano essere le rappresentazioni oniriche di alcune delle poesie che Simone aveva pubblicato qualche anno prima. E così, i personaggi nati dalla sua penna poetica tornano a fargli visita di notte, ognuno ad un piano diverso a cui l'ascensore lo porta. Anche loro gli mostrano pezzi della loro esistenza, vite sempre diverse che si accumulano nella mente del libraio e diventano un'ossessione, finché il viaggio, accompagnato sempre dalla presenza nascosta del vento, giunge ad una svolta: i piani dell'edificio terminano, la porta dell'ascensore si blocca e spunta una chiave che lo porterà direttamente ai confini del mondo, dove l'ultimo incontro gli farà comprendere quale sia il suo reale scopo, unico e non assimilabile a quello di nessun altro. Perché d'altronde, la distanza che divide un uomo dalla propria coscienza è sferzata sempre da un vento che separa e avvicina, in un percorso vertiginoso fra la discesa e la salita.
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"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

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