ANGEL OF DEATH

ANGEL OF DEATH

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    Capítulos 12
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WpMetadataNoticeÚltima atualização dom, out 4, 2015
era morto mio padre, quel giorno. ricordo tutto, dal primo istante. quel giorno, quando mi ritrovai davanti alla sua lapide, per pregare, vidi un angelo. non sono pazzo, era una angelo, ne sono convinto. era una bambina, come me, allora. aveva due oceani al posto degli occhi e due immense nuvole nere piumate come ali. c'erano mille cose che avrei potuto invidiare, a una creatura tanto meravigliosa; eppure, l'unica cosa che riuscii a provare in quel momento, fu soltanto compassione. un'immensa, innocua e pura compassione verso tutta quella tristezza nascosta dietro a un sorriso che, fino ad oggi, non sono mai riuscito a comprendere. DAL CAP. 6 -scappiamo!- Sussurrò -che cosa?- -portami via, andiamocene, scappiamo. Voglio tornare dove ero prima- allora i suoi occhi puntarono dritti nei miei, e mi guardò speranzosa, proprio come una normale bambina... // ci incamminammo verso chissà quale mondo sperduto// l'avrei protetta, per sempre...
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La vita a volte riserva molte sorprese. Anche se tutto va storto ci sarà sempre quella luce che ci salverà da tutto. Ci sarà sempre quel qualcosa per cui lottare. La cosiddetta ragione di vita, è quella che ci spinge a vivere, ad andare avanti. Mary aveva perso la sua luce, anzi forse non ne aveva mai avuta una, era persa nella solitudine, nel rifiuto, nella monotonia di ogni giorno. Però anche per lei arriva il momento di riprendersi in mano la propria vita. Un angelo. Proprio così, un angelo la salva dal ciclo virtuoso in cui era entrata. Non vi resta che leggere. Dal capitolo 1: Decisi di andate al mio "posto segreto". È una vecchia stazione ferroviaria che non viene più usata da anni, così io ci ho creato il mio rifugio. In una sola stanza è racchiuso tutto il mio mondo. L'ho riempita di disegni, foto, alcune frasi che butto giù per sfogarmi, le scarpette di danza che non uso più, e poi un bel po di libri. È semplicemente Mary racchiusa in una stanza. Li dentro sono me stessa. Sempre. Cominciai a camminare a grandi falcate sul marciapiede candido, lasciando impronte che scomparivano non appena si posava dell'altra neve. Mi sentivo tremendamente sola, ma alla fine è così. Siamo tutti intrappolati dentro corpo e mente, e qualsiasi tipo di compagnia ci troviamo, questa sarà solo passeggera e superficiale. Proprio come quel ragazzo laggiù. Sta seduto su una panchina dietro la stazione del treno, a guardare l'ambiente circostante. Le labbra sottili sono bianche e screpolate, i capelli scuri visibilmente scompigliati, gli occhi stanchi di cui non riesco a percepirne bene il colore, gli zigomi sono come scolpiti, ha dei lineamenti perfetti. Il suo respiro si mescola ai fiocchi di neve. Sembra un angelo caduto dal cielo. Storia scritta appositamente per il concorso di @Australia88 Buona lettura Data di pubblicazione: 17/02/2016

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