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Perdere una persona può essere spiazzante, devastante. Un avvenimento che ti distrugge ogni tua autodifesa, ogni tuo cellula del corpo, in pezzi microscopici e all'apparenza impossibili da riparare. Ognuno di noi è come un vaso di ceramica, prezioso e delicato, ognuno con forme e disegni diversi. Un oscillazione. Una sola folata di vento, ed è la fine. I pezzi si disperdono, quindi cerchi di rincollarli insieme. A volte dei piccoli pezzi li perdi, finiscono sotto a un mobile, sotto ad un tappeto. Anche se riesci a incollarli tutti com'era originalmente, le crepe sono sempre visibili, un danno irreversibile, improrogabile. Questo, è ciò che sta attraversando Kayden Lomax, metaforicamente e letteralmente, che ha perso l'unica persona a cui teneva veramente. Il senso di colpa lo fa piegare dal dolore, lo fa disorientare, perdere la lucidità. La sua vita non sembra dargli tregua, le ferite riemergono, i ricordi affiorano la sua mente ogni giorno, come un crampo fastidioso, senza pietà. Nonostante ciò, però, cerca di andare avanti, pur riluttante. Dopotutto, cosa potrebbe accadergli di peggio?-
ps. questa storia l'ho creata un po' alla cavolo, quindi è probabile che ci metterò un po' ad aggiornare. 😔
(raggiungerà un massimo di 10 lettori, lo so già).
buon divertimento 😉.
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