Drazhen il rapitore dei bambini nel cuore della notte

Drazhen il rapitore dei bambini nel cuore della notte

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WpMetadataReadMatureComplete Tue, Aug 20, 2024
Questa è la mia versione della fiaba di Peter Pan ma diversa dalla originale ... Tanto tempo fa , in un luogo che non era London Bridge ma era in Inghilterra , in un orologio antico c'era un magico portale che ti trascinava in un mondo , una penisola si chiamava "isola dei Sogni e dei Desideri "per raggiungere quello luogo devi esplorare le stelle cadenti che si chiama "La dove sotto le stelle esplorate e li che trovi la chiave "... In quella penisola , era un luogo vasto e immerso da una foresta come una giungla , piena di animali , di paesi esotici e animali pericoli , li vivevano una tribù di indigeni , che erano colorati con colori per spaventare i nemici della loro terra, si chiamavano "I pelle rossa "... e li c'erano nelle acqua bagnate dai immersi animali acquatici , dei pirati diversi dall'normale erano bracconieri , che si chiamavano "I lupi di Mare "li c'era un capitano il più spietato sia di Barba Nera che di Barbablù , il suo nome era il terrore in persona aveva due occhi azzurri limpidi , freddi e distaccati , un occhio bendato con una benda e un viso molto bello era un bell'uomo affascinante ma molto altezzoso , era vestito in maniera di gentiluomo era viscido era crudele in persona , non possedeva ne un animo umano ma amava solo se stesso ... il suo nome era Capitano Tagliagole era sopranominato cosi perchè aveva perso una mano e al suo posto aveva una mezza luna affilata per tagliare chiunque si ribellava a lui ... Li in una laguna vivevano le sirene da bellezze che tolgono il fiato vivono in luogo magico e surreale vanitose , esuperanti , altezzose e molto narcisiste invaghite del bellissimo Drazhen . Li nella guercia vive il protagonista un fanciullo mezza fata e elfo e guardiano della penisola e dell'luogo delle fate il suo nome e Drazhen ...
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Pur

La donna che amo... Ti chiedo di aver cura di lei. L'hai veduta oggi? Hai ascoltato il tepore della sua stanza ancora chiusa al mattino? Silenziosa magnolia mescolata a sfuggente marsiglia... Metallico acciaio intessuto di lino? E l'hai scorta, alla sera, mentre, assorta, osserva le ortensie fiorite al di là delle finestre della grande sala? E dunque alla fine è come se l'avessi portata con me in fondo, ogni giorno. Mentre cammino, mi sovviene d'osservare il cielo, da lontano si odono le strida dei gabbiani, lo sciacquio del mare e tornando con lo sguardo avanti a me, è come se lei fosse lì, soltanto che io sono mezzo passo dietro a lei... Mezzo passo dietro a lei... Scavare un pertugio temporale, complice la cronologia abbastanza stringente della storia originale, un tassello differente, più o meno plausibile, nella visione conosciuta e limpida, rimasta tale anche quando la mente ed i gesti dei protagonisti si sono avventurati per meandri oscuri. Una storia altra e forse scomoda, nulla di rassicurante, perché una storia rassicurante non serve a molto, solo a girare attorno al "non voler sapere", al "non voler sperimentare". "Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure", diceva la lettera. Seguiva poi un bellissimo racconto di avventure immaginarie, di viaggi e di fantasia. Elsi leggendo quelle parole suggestive che la rimandavano a luoghi lontani, si sentì immediatamente consolata. Alla fine lo scrittore le regalò una nuova bambola, chiaramente diversa da quella perduta. Ma il suo aspetto diverso venne giustificato da un biglietto: "I miei viaggi mi hanno cambiata". Qualche anno dopo, la bambina trovò un biglietto proprio dentro la sua bambola che diceva: "Ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l'amore muterà in una forma diversa". Da "Kafka e la bambola viaggiatrice" di Jordi Sierra i Fabra

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