Belonging
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WpMetadataNoticeLast published Sat, Apr 18, 2015
Appartenenza. Al passato, a qualcuno Pagine di diario. Non proprio di diario. Spaccati di vita quotidiana. Alcuni appartengono a tempi passati lontani; altri ad alcuni mesi fa. Stropicciate e sparse parole di troppo. Sfoghi giornalieri. Riconosco la pesantezza di alcuni scritti, per questo li pubblicherò poco alla volta. Per me era rappresentevano un crudele specchio. A volte è probabile che aggiungerò dei commenti, almeno nei casi in cui non avevo proprio idea di come si sarebbero evolute le cose.
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Asher non è mio fratello di sangue, ma è sempre stato parte della mia famiglia. Quando ero piccola, lo vedevo come un eroe: il ragazzo silenzioso con gli occhi troppo tristi e un passato di cui nessuno voleva parlare. Poi, a diciotto anni, è partito per arruolarsi. Senza guardarsi indietro. Senza dirmi addio. Ora è tornato. Ma l'uomo che ho davanti non è il ragazzo che ricordavo. È più alto, più forte, più distante. Gli incubi che lo tormentavano da bambino non se ne sono mai andati. Anzi, ora ce ne sono di nuovi. La guerra lo ha cambiato in modi che non riesco a comprendere. Eppure, il vero problema non è lui. Sono io. Perché per la prima volta nella mia vita, guardarlo non è più la stessa cosa. E non dovrebbe essere così. Lui è Asher. È la mia famiglia. Ma allora perché non riesco a smettere di pensarlo in un modo che non dovrei?

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