Grazie a una serie di fortuiti eventi e al suo carattere decisamente particolare, Demetra riesce ad ottenere un lavoro da bartender in uno degli hotel di Arkell, dimostrandosi sin da subito che la scelta fatta da Arkell di assumerla sia quella giusta, anche se così facendo si sono nimicati non poche persone all'interno dell'hotel. Tra i due c'è subito una chimica esplosiva, entrambi sentono una forte attrazione ma tutto è messo a tacere dalla loro estrema differenza d'età. Almeno finché Arkell non scopre la vera identità di Demetra, decidendo così di architettare un piano, a detta sua infallibile, per dimostrare a suo padre che è degno della sua fiducia e ai genitori di lei, che è in grado di trovarsi un marito meritevole anche da sola. Demetra accetta, anche se per niente convinta del piano e angosciata del fatto che, dopo tutto questo tempo, rivedrà la sua famiglia, quella da cui è sempre stata odiata. I due imparano pian piano a conoscersi e scoprire sempre di più i punti in comune tra loro. Arkell, una volta venuto a conoscenza del brutto passato di Demetra, fatto di delusione, depressione e autolesionismo, anche se incerto all'inizio e soprattutto respinto varie volte da Dem, decide di non arrendersi, rimane e l'aiuta a risolvere i suoi demoni del passato, utilizzando anche metodi talmente estremi, da essere quasi malati, dopo averla convinta che è inutile continuare ad aspettare che un giorno i suoi genitori l'ameranno e che deve concentrare la sua felicità sulle cose concrete e vere della sua vita, iniziano finalmente ad organizzare il matrimonio. Il percorso fatto da entrambi, lotte interiori con i propri demoni del passato, capire, accettare e combattere la situazione mentale di lei, a tratti così cruda da essere palpabile, li conduce entrambi dove il destino aveva già scelto per loro. Diversi, forse sbagliati, ma insieme e soprattutto contro tutti, pur di poter seguire il loro cuore e rimanere così, maledettamente veri.
Per lei era la soluzione migliore, o meglio quella era l’unica soluzione che era riuscita a trovare per uscire da tutta quella merda che la stava divorando lentamente.
Non sapeva però che non glie l’avrebbero mai permesso, perché, contrariamente a quel che lei pensava, qualcuno disposto a fermarla, ad impedirle di commettere tale follia, c’era.
Erano in due; quei 2 avrebbero potuto fermarla o cambiare tutto tranquillamente, lei sapeva, loro sapevano di avere pieno controllo su di lei e sulle sue azioni, lei ne era consapevole ma non voleva accettarlo, voleva essere indipendente non voleva dipendere da nessuno, preferiva dipendere da cose come le sigarette e la vodka, quelle si che erano dipendenze che valeva la pena portare avanti.
Dalla storia:
“Voi non ci siete mai stati, cosa pretendete!?”
“Non pretendo niente Alaska se non che dopo aver speso tutti quei soldi per pagarti gli studi in quel fottuto college in Arizona tu ti impegni a raggiungere una media almeno sufficiente!”
“Ma cosa pretendi, che io diventi una nerd? E poi cosa ne sai di che problemi ho Io? Non ci siete mai stati per me, mi avete sempre saputo solo donare soldi e regali, quando io non ne necessitavo, io necessitavo solo di un po’ d’amore, d’amore paterno, amore materno ma voi non sapete cosa significhi dare amore o riceverne, quindi potete anche risparmiare quei 15 dollari che spendete ogni volta per chiamarmi e tenerveli, non mi servite, posso andare avanti con le mie gambe, limitatevi a pagarmi il College che la mia vita posso gestirmela anche da sola.”
E fu così che Alaska James distrusse anche quel rapporto schifoso c'era tra lei ed i suoi genitori. In quei momenti si sentiva invincibile, nessuno era capace di mandare tutto a puttane come faceva lei, a volte era una pecca, altre un privilegio, come diceva sempre lei 'dipende dai punti di vista’.
Tutta colpa di quei 3
Alaska James
Quel coglione di Irwin
Quella cogliona della Jensen
Alaska James
Malika Jensen