Nel cuore palpitante della Puglia, tra paesaggi ancestrali e misteri nascosti, vive Alessandro Martini. Di giorno, un rispettato medico, pilastro della comunità, uomo di scienza e razionalità. Di notte, un tossicodipendente che cerca di anestetizzare le ferite e la rabbia di un passato tormentato. La sua esistenza precariamente bilanciata viene sconvolta quando assiste a un ballo rituale, una taranta, che porta con sé il morso avvelenato della tentazione. Come un moderno Faust, Alessandro cede alla promessa di ebbrezza e liberazione, a un viaggio psichedelico che offre evasione dalla prigionia emotiva. Ma ogni danza ha il suo prezzo, ogni morso lascia una cicatrice. Presto, si ritrova trascinato in un abisso di dipendenza e perdizione, mentre la sua anima si contorce e si trasforma, perdendo il contatto con la realtà e abbracciando un mondo di visioni gotiche e terrificanti. Chi è davvero? Un uomo o un mostro? Una vittima della società o un carnefice di se stesso? E cosa succede quando la danza finisce? "Taranta" è il secondo dei cinque racconti di "Derive": un'antologia iniziata con "Sugar" che desidera addentrarsi nei meandri dell'esperienza umana esaminando come le scelte personali e le circostanze esterne possano condurre le anime... alla deriva, appunto. Questa "immersione" in particolare, costituisce un incisivo avvertimento sulle conseguenze devastanti generate dall'abuso di droghe. Ciascun racconto rappresenta un capitolo distinto ma interconnesso, il pezzo di un puzzle che costruisce un quadro più ampio e che, a causa delle tematiche delicate e potenzialmente traumatiche affrontate, consiglia la lettura attenta dei trigger warning presenti in apertura.
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