maybe in another univers

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WpMetadataNoticeUltima publicare dum, oct 6, 2024
maybe in another univers racconta il viaggio interiore di un'anima che si sente abbandonata e intrappolata in un labirinto di paure e sensi di colpa. Ogni poesia è una finestra aperta su un mondo in cui la solitudine diventa una presenza costante, quasi una compagna invisibile ma incombente, che soffoca i tentativi di sentirsi vivi e avere speranza. la narratrice si ritrova a camminare in una terra desolata, dove ogni passo sembra un errore, ogni scelta un fallimento. Il senso di colpa, impalpabile ma sempre presente, diventa il filo conduttore di questi testi incatenando la realtà al senso di debolezze. Il lettore percepisce la fragilità di chi si dibatte tra la disperazione di un presente oscuro e la paura di un futuro vuoto. una riflessione sul peso delle emozioni non dette, e sulla difficoltà di sentirsi sempre emarginati in un mondo che comprende 8 milliardi di persone. l'anima del narratrice si sente abbandonata e intrappolata in un labirinto di paure che urlano nel silenzio del suo sguardo spento.
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  • Melancholy 2: verso la luce

"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

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