LA SOMBRA DE LA SOLEDAD

LA SOMBRA DE LA SOLEDAD

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WpMetadataNoticeLast published Mon, Nov 25, 2024
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Poetry
En la penumbra se esconde el alma, bajo un manto de silencio y frío, cada susurro es un eco vacío, y la luna observa, distante y calma. Las sombras se alargan como dedos fríos, acariciando el alma, pero sin amor. La soledad, con su manto de terror, se clava como puñales fríos y sombríos. El viento lleva lamentos que no se oyen, y en cada rincón la esperanza se apaga, pues la soledad nunca se deshace, como la niebla que ahoga y ahoga. Caminas solo, perdido en la niebla, sin un reflejo, sin rostro ni nombre, en un abismo donde no hay resplandores, solo el vacío de tu sombra que te huella. La muerte se asoma, con paso callado, no con furia, sino con dulce calma, te abraza en silencio, robando el alma, y te lleva sin prisa, sin ser tocado. El tiempo se disuelve en el abismo eterno, la soledad y la muerte, en un lazo cruel, uno te deja vacío, el otro sin piel, y juntos te arrastran, al borde del invierno.
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#6
soledad
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"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

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