MY ART MISTAKE 2

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C'era una volta un artigiano, che si prendeva cura ogni giorno del suo vaso ricoperto di crepe. Lo modellava in maniera tale da farlo rimanere sempre compatto, senza alcuna rottura. Così da farlo durare in eterno, oltre ogni eclissi. La leggenda narra che da questo vaso erano nate e cresciute delle calle, e l'artigiano ne era diventato ancor di più il custode. Era un artigiano diverso. Nel paese era conosciuto come "il bello addormentato con la sua calla". E tutti erano curiosi di conoscere come sarebbe continuata la loro storia. Per Anth e Timothè era iniziata una nuova vita. Sfide giornaliere, e un amore in crescita costante. Come la prima volta, i loro cuori battevano l'uno per l'altro. Un viaggio. Un segreto nascosto. Un finale della favola dannata del tutto inaspettato. Quanto sei disposto a rischiare per la persona che ami?
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"DIVERSA"

Cari lettori, ho una domanda: secondo voi, due crepe possono combaciare alla perfezione? Sono sicura che, alcune volte, è proprio nell'imperfezione che si nasconde la salvezza, ciò che ci salva, ciò che ci fa rinascere. Questa è la storia di Selene e Andreas, due ragazzi incapaci di amarsi per ciò che sono. Due ragazzi che vorrebbero tanto vivere l'amore come quello che si narra nei libri e nelle favole, quello vero, che protegge, non che distrugge. Selene vive tra i silenzi del corpo e i numeri della bilancia, cercando una forma che la faccia sentire reale, non diversa ed esclusa dal mondo che la circonda. Andreas si muove come chi ha paura di esistere troppo, o troppo poco e di sentirsi sbagliato. Sempre come se vivesse su un filo, sempre in bilico. Si incontrano una sera qualunque, in mezzo al rumore e alle luci di una festa. Eppure, per un attimo, tutto tace. Due solitudini che si sfiorano. Due battiti che si cercano senza saperlo. Tra parole non dette e sguardi che tremano, nasce qualcosa che non ha nome, ma che ha peso e che porterà i nostri protagonisti a provare cose immaginabili e attrazioni molto forti uno per l'altra. Una storia d'amore e accettazione, di crepe che diventano passaggi, e di cuori che imparano a non chiedere più scusa, ad accettarsi e vivere nella pace più totale. Perché non serve essere uguali per riconoscersi. A volte, basta essere veri, essere se stessi, andando oltre a quelle cose che governano, ormai, la società e la vita di molte persone al mondo: i pregiudizi.

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