Lovin' arms.

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WpMetadataNoticeLast published Tue, May 5, 2015
Louis. Erano ormai passati due anni da ciò che avevo fatto eppure sembrava esser passato un solo giorno, un giorno interminabile, uno di quelli che era solo da dimenticare ma che si ripeteva nella mente insistentemente. Non mi sembrava più di essere una persona, in realtà non lo ero, ero un corpo senza anima, un corpo rinchiuso in delle quattro mura e tutto ciò lo avevo voluto proprio io, oddio..forse non proprio, forse lo ha voluto il destino; ma esiste il destino? può essere paragonato a tante cose per quanto mi riguarda, ad un proiettile che va contro il tempo smorzando l’aria, ad una qualsiasi cosa che corre veloce ma che prima o poi si ferma perché trova un ostacolo. Forse quello era il mio? non ne ero sicuro, forse in quell’ostacolo ci avevo lasciato tutto. Platone dice che il destino lo scegliamo noi, evidentemente nella mia anima deve aver vinto il cavallo nero o forse il cavallo nero ero proprio io. Ero marcio dentro ed ormai lo ero anche fuori, avevo perso tutto, avevo distrutto la mia famiglia e avevo mandato tutto il mio futuro all’aria. Tutto è iniziato due anni prima, quando avevo appena finito scuola e avevo iniziato a frequentare dei brutti giri, persone non sane ma neanche io ero sano, non lo ero per niente. Noi ci divertivamo andando contro la legge, tutto ciò che era contro di questa faceva salire l’adrenalina e dava un senso a quella giornata ma, si sa, che poi l’adrenalina non basta mai e si arriva a fare cose che non avresti mai fatto se fossi stato realmente lucido, se fossi stato sano. Non volevo ricordare per niente tutto quello ma ogni volta che abbassavo lo sguardo e guardavo il braccialetto elettronico alla caviglia alla mia mente ritornavano milioni di immagini, immagini del tutto vivide. Eppure nella vita a volte si è molto stupidi, solo che si può essere stupidi in molti modi, sta a noi decidere quale fa meno male..nel mio caso, sono stato masochista.
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After.

ogni volta, che lui cerca di mantenere una promessa è come se mi venisse un enorme dolore al petto facendomi mancare l'aria, ma poi lui stesso si rende conto che quella promessa non poteva essere mantenuta, così il dolore scompare come se non fosse mai venuto troppe volte, mi sono sentito come rinchiuso dentro una gabbia nella quale non c'era nessuna via d'uscita, se non affidarmi a me stesso nel momento in cui ci innamoriamo di una persona, facciamo l'impossibile pur di renderla felice anche a costo della vita. l'amore, è così strano ma allo stesso tempo così dannatamente complicato vorremmo che tutto andasse bene, che nulla andasse per il verso sbagliato ma si sa all'inizio è sempre così, va sempre tutto bene finché poi le cose, non iniziano a complicarsi ad essere difficili ed è proprio in quei momenti, che bisogna fare delle scelte nonostante siano dolorose da dover prendere. certe volte, mi chiedo a cosa serve continuare a lottare? a lottare per qualcuno che invece di renderti felice, ti ferisce continuamente beh la risposta è semplice, ma anche dolorosa. "non ti rendi minamente conto, della fortuna che hai?" sbottò lui, per poi sospirare. "sai perfettamente, perché l'ho fatto quindi è anche inutile continuare a parlarne." risposi con un tono freddo "tu davvero non capisci, non capisci che hai l'immensa fortuna di avere una madre che ti ama che ti sostiene, che nonostante abbia commesso molti errori ha sempre cercato di rimediare, standoti costantemente vicino e tu cosa fai? la ripaghi in questo Louis?" quasi urlai. "senti, possiamo chiudere l'argomento?" chiesi nella speranza di poter chiudere questo capitolo della mia vita. "spero che tu un giorno, ti possa rendere conto degli errori che commetti." disse e ne andò. forse ha ragione, forse sto davvero sbagliando.

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