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WpMetadataReadComplete Fri, Jan 17, 2025
E se fossero Clarke e Lexa a parlare? Non la mente razionale, non il cuore che batte frenetico, ma quella voce profonda che sorge quando il mondo si ferma, sospeso. Ho scritto ciò che sentivo, non con le mani, ma con il fiato, come un sussurro che il bosco custodisce. Un incontro casuale-o forse no. Forse il destino si diverte a disegnare sentieri che si intrecciano, come radici sotto i nostri piedi. Clarke e Lexa, figure scolpite dalla luce e dall'ombra, si trovano lì, tra i tronchi immobili e il vento che racconta storie mai ascoltate. Ho immaginato il dolore come una fiamma sottile, che non brucia ma scalda, e i sentimenti come un torrente che non sa trattenersi, che rompe gli argini senza chiedere permesso. Forse non c'è nulla di nuovo qui, eppure ogni parola che ho scritto è nuova per me, nata dal momento in cui l'immagine è esplosa nella mia mente. È come un sogno che non vuole svanire, che ti rimane addosso anche quando apri gli occhi. Buona lettura. E siate clementi...
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"Non siamo fatti per stare con chiunque Christopher" esclamai guardandoti dritto in faccia. Quella mattina c'era il sole, uno di quelli che riescono a scottarti persino le ossa. Mi stavi guardando con i tuoi occhi grandi e con le tue labbra a cuore, perfettamente rosa. Io invece stavo cercando di sfuggire dal tuo sguardo, quello che mi stava perforando il petto, ed il cuore. Non siamo fatti per stare con chiunque, ti avevo detto con il mio solito sorrisetto sghembo. Ma stavo mentendo, forse ti avevo sempre mentito, o forse eri riuscito a scavare troppo in profondità, portando alla luce qualcuno che non riconoscevo più. Non siamo fatti per stare con chiunque, ti avevo detto in quella frazione di secondo in cui il mio cuore aveva ricominciato ad essere solo un organo che pompa sangue. "Pensavo di non essere chiunque" rispondesti sfiorandomi la bocca col pollice. Sorrisi e mi scostai dalla tua presa, quella che mi lasciava senza fiato, e con lo stomaco rivolto al contrario. Tu non eri chiunque, e non lo saresti mai stato. "Lasciami essere la tua luce Margot" dicesti bloccandomi e poggiando le tue labbra sulle mie.

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