Beneath the Surface: A Love Unveiled

Beneath the Surface: A Love Unveiled

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Jun 30, 2026
«Dio, quanto sei ottusa! Se ne sono accorti tutti tranne te.» «Di cosa non mi sono accorta? Che mi detesti? No, tranquillo, hai fatto un ottimo lavoro» rispondo, cercando di mantenere un tono sarcastico, ma il calore che emanano i nostri corpi così vicini mi disarma. «Odiarti? Non potresti essere più lontana dalla verità» Il suo sguardo si fa più intenso, di riflesso mi mordo il labbro inferiore, imbarazzata dalla nostra vicinanza e confusa dalla profondità dei suoi occhi nocciola, che ora sembrano scrutare dentro di me. «Allora spiegami!» sbotto, determinata, incatenando i miei occhi ai suoi in cerca di una risposta. Damian sospira, il suo torace si solleva mentre fa un solo passo, annullando quasi completamente la distanza tra di noi. Per un momento, mi sembra che il mondo esterno si fermi, come se non ci fosse nient'altro che noi due. «Sono innamorato di te da quando avevamo sei anni. Ecco cosa!»
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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