Beyond the edge. | Rafe Cameron

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Mi hai stravolto l'esistenza, Selene. Hai sfiorato la mia anima ferita, risanando cicatrici che pensavo non avrebbero mai smesso di sanguinare. Con un soffio, hai spazzato via l'oscurità che mi copriva gli occhi. Hai riportato alla luce ciò che credevo perduto. E chissà se sarò mai abbastanza degno di ringraziarti, per avermi dato questa vita, ora più leggera, meno ostile. Attraverserei ogni angolo di queste paludi per salvarti. Mi tufferei nel fango, ricoprendo il mio corpo di melma pur di raggiungerti. Ma, nonostante queste parole, ti ho respinta. Perdonami, Selene. Il mio amore è un tormento che non posso controllare. Una fiamma che brucia e ferisce. Eppure, nel profondo, il mio cuore desidera solo averti al mio fianco, vicina e mia, per sempre. Rafe, proseguo questo cammino di salvezza con la speranza che tu riesca a vedere in te stesso quello che vedo io: dolcezza, dedizione, e ferite che bruciano ancora troppo per essere dimenticate. Ho scavalcato recinti di filo spinato pur di raggiungere la tua anima, ormai fragile e bisognosa di essere ascoltata. Ma quando l'ho trovata, ogni mio passo lasciava indietro frammenti di me. Frammenti che avevo abbandonato, sperando di salvarti. Lo rifarei altre cento volte, solo per rivederti sorridere, consapevole che il male che sentivi di meritare fosse finalmente sconfitto. Eppure, ora tu mi rinneghi. E in te ho lasciato dei pezzi di me che, senza di loro, non mi permettono più di essere chi ero. "Segui la luna, trova la stella. Solo allora i misteri delle loro vite saranno svelati, e l'amore si rivelerà la chiave di tutto."
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madisonbailey
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Un romanzo intenso e viscerale sulle relazioni tossiche, la malattia e tutto ciò che resta quando le parole finiscono. Tiro un pugno alla parete, la mia mano sanguina, però tutto ciò che riesco a pensare è che preferisco ferire me che lei, anche solo con le parole. Sento il suo sguardo preoccupato su di me prima delle sue parole. «Dev...» Non mi volto perché so che vedendo la rabbia nei miei occhi si spaventerebbe e farebbe un passo indietro e non sopporterei vederla allontanarsi ancora di più da me. «Tranquilla,» mormoro appoggiando la fronte al muro. «Pensa positivamente.» Vorrei evitarla, ma l'ironia mi sfugge dalle labbra. «Ho una mano dolorante quindi non potrò dare al tuo fidanzatino tutte le botte che si merita.». Scivola giù dal letto silenziosamente, avvicinandosi a me. «Dev...» sussurra. Non mi tocca e lo apprezzo, sa che ogni volta che la sua pelle viene a contatto con la mia non riesco a far altro che pensare a lei. «Smettila.» Non mi implora, non si mette a piagnuccolare o a fare l'isterica, anche se avrebbe tutte le ragioni di questo mondo. Continuo a fissare il muro, ma mi basta abbassare le palpebre per immaginare il suo viso impassibile, come sempre, con i suoi grandi occhi marroni che sprigionano tutta la sincerità di quella parola. «Ti prego.» Non aveva mai pregato nessuno, tanto meno un ragazzo. «Non affrontarlo Dev, per favore.» «Lo sai che non lo farei comunque,» ribatto con amarezza. Mi lascio scivolare, schiena contro il muro, fino al pavimento. «Vorrei farlo, e tanto, vorrei colpirlo fino a farlo diventare irriconoscibile però so il prezzo che dovrei pagare. E non posso sopportarlo.» Si siede davanti a me, poggiando le punte delle sue paperine bianche sulle mie scarpe. Sento il suo calore. «Grazie,» bisbiglia con un sorriso afflitto. «So di essere io il prezzo da pagare.» Scuoto la testa piano, la voce appena un sussurro. «Tu non sei il prezzo, Ise. Sei tutto il cazzo di bottino.»

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