"Treason"
  • WpView
    Reads 1,835
  • WpVote
    Votes 80
  • WpPart
    Parts 3
WpMetadataReadMatureOngoing
WpMetadataNoticeLast published Sun, Jul 12, 2015
Per un attimo i nostri occhi si incontrano, è uno sguardo così intenso che mi sento priva di vestiti, scoperta davanti a lui. Poi io dirigo la mia attenzione ad altro, cercando il simbolo del bagno. Lo trovo e percorro un corridoio scuro tappezzato di mosaici fino a trovare il cartello che reca la scritta “signore” sorrido e spingo la porta per entrare. Il locale è enorme, curato in ogni aspetto, dai lavandini lucidi, allo specchio a figura intera, alle piante ordinate negli angoli, perfino le cabine con i water sono enormi e dotate di ogni comfort. Mi specchio sistemando l’abito stretto, sento la porta aprirsi alle mie spalle. Luke entra e si appoggia al muro mordendosi il labbro, ha uno sguardo avido, le pupille leggermente dilatate.
All Rights Reserved
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Somewhere New || Calum Hood
  • Wrapped Around Your Finger || Muke
  • Not in the same way. ∼  𝓶𝓰𝓬
  • When sunrise meets sunset // Solangelo
  • Words. || Luke Hemmings
  • I Think This Is Love • Luke Hemmings
  • Stay with me || Luke Hemmings
  • 1+1 ça fait toujours 2
  • Rain Time || Muke

M’accostai al lavello posto sul bancone di dirimpetto all’isola che faceva anche da tavolo, sfilai delicatamente un bicchiere dalla credenza e lo riempii d’acqua; la bevvi tutta d’un sorso, poi ne presi un altro e, tra lo scroscio dell’acqua, sentii una porta aprirsi, ma continuai nel mio intento. Rimasi tuttavia sorpresa quando dovetti constatare che non era Joy, ma Calum, che teneva lo sguardo basso e la mandibola costantemente chiusa in una smorfia di dolore e rabbia; aprì il frigo e vi frugò dentro, facendo strusciare i ricci sconvolti contro il legno dell’esterno. Si girò, probabilmente per essersi sentito osservato, e mi guardò con sguardo impassibile, fermo e piatto come la secca che sta in mezzo al mare. Fui sul punto di parlare, giusto per presentarmi, ma lui mi precedette. “Che cazzo ti guardi?!” disse senza neanche un minimo di vergogna. ** “Che cazzo ti guardi tu, stronzo!” pensai nella mia testa, girandomi vorticosamente tra le coperte. Gentile, educato, modesto, calmo e simpaticissimo! “Sì, come un tacchino che ti morde il culo guarda!” mi ritrovai a borbottare tra me e me,contestando ardentemente la frase di Joy.

More details
WpActionLinkContent Guidelines