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il tempo di una sigaretta

il tempo di una sigaretta

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Nov 9, 2025
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Fiction
Romance
Viola ha 17 anni e non crede in niente. Salta scuola quando può, e colleziona note disciplinari come se fossero medaglie. Sua madre è troppo occupata a fingere che vada tutto bene e suo padre ha smesso di chiamare due anni fa. L'unica cosa che la tiene in piedi è la musica che ascolta a tutto volume e le corse in motorino di notte, quando la città dorme. Elia torna in classe a settembre, con una giacca troppo grande per la sua taglia. Nessuno sa da dove venga davvero. È il tipo che fuma da solo sul tetto, che non partecipa, che guarda le persone come se stesse cercando di capirle e poi si stancasse subito. Viola ed Elia si incontrano il primo giorno di scuola. Da lì, qualcosa si incastra. Non in modo romantico, almeno all'inizio. Più come due animali feriti che si annusano da lontano. Viola lo fiuta come due della stessa specie, infranti. Passano i pomeriggi a camminare senza meta, a parlarsi attraverso canzoni, a condividere sigarette e silenzi. Nessuno dei due vuole parlare davvero, ma pian piano iniziano a sbucciarsi davanti all'altro. Elia ha un motivo per essere finito lì. Viola ha un motivo per voler sparire. E forse non si salveranno a vicenda - non è quel tipo di storia. Ma forse si terranno stretti abbastanza a lungo da ricordarsi che, anche quando tutto sembra rotto, si può ancora respirare. Anche solo per il tempo di una sigaretta.
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"Ho sempre avuto un obiettivo nella vita." Mi dice portandosi la sigaretta alla bocca. "E quale sarebbe?" Domando osservando quelle piccole, strane fossette ai lati delle labbra. "Stare dalla parte degli ultimi per sentirmi primo!" "Tipo Robin hood?" Chiedo divertita e confusa al tempo stesso. Lui butta la sigaretta a terra e la calpesta con il piede prima di rispondermi convinto: "No, preferisco Peter Pan!" (Dal capitolo n.14 - "Peter Pan") Irene ha 19 anni e un carattere complicato, vive in un piccolo paese vicino Milano e trascorre il suo tempo odiando il prossimo e sputando arroganza. Dopo l'ennesima bravata la madre decide di spedirla in un collegio immerso tra le campagne toscane per punizione e nella speranza che possa crescere e maturare. Appena arrivata incontra Niccolò, un ragazzo arrogante forse quanto lei con le braccia tatuate e gli occhi coperti dai soliti occhiali da sole. Nonostante non si sopportino e non facciano altro che scontrarsi, Irene e Niccolò inizieranno a provare l'uno per l'altra qualcosa che non riescono a spiegarsi e che li spingerà ad avvicinarsi sempre di più. E mentre lei lotta contro la paura che ha dell'amore, lui sembra impegnarsi per allontanarla il più possibile da se come se qualcosa, o qualcuno, lo costringesse a farlo. Tutto sembra sempre ricollegarsi allo stesso gruppo di persone tra cui spicca Giusy, la sorellastra di Niccolò, e Filippo, un ragazzo molto affascinante con gli occhi color del mare e un passato impossibile da superare. Per ogni passo che Irene e Niccolò fanno uno verso l'altra, quindi, qualcosa poi li divide sempre di più spingendoli ad odiarsi. Ma allora perché poi finiscono per ritrovarsi? La nonna di Irene la chiamava COMPATIBILITÀ e sosteneva che fosse la forma di amore più forte che ci sia. Una forza inarrestabile che unisce due persone e gli impedisce di stare distanti. E Niccolò e Irene sono evidentemente troppo compatibili per smettere di amarsi.

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