Dalla penna di Lady De La Rocheroucauld

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Dall'universo Bridgerton "Mia adorata Nonna Danbury, Vi scrivo dalla splendida e fastosa cornice della Provenza, terra di vigneti sconfinati e cieli di un azzurro così vivido da sembrare dipinto dalle mani di un artista divino. Vi prego, non date ascolto alle insulse dicerie che immagino siano già giunte alle vostre orecchie riguardo al mio viaggio e, soprattutto, alla mia compagnia. Sono in perfetta salute, il mio spirito è integro, e vi assicuro che ciò che sto vivendo in questa terra incantata supera ogni avventura che avrei mai osato sognare. Quanto ai mormorii sul Marchese Leonard Westminster, quel noto libertino che tanto alimenta le chiacchiere londinesi, lasciate che vi rassicuri: non solo i nostri destini non potrebbero essere più distanti, ma le voci che ci vedrebbero coinvolti in qualsivoglia intesa sono del tutto infondate. Lo stesso Leonard, superbo e irascibile quanto affascinante, sarebbe il primo a storcere il naso al pensiero. No, non c'è nulla tra noi se non il caso che ci ha costretti a condividere un frammento di questa avventura, ognuno ben accompagnato e fermamente intenzionato a mantenere le distanze. Tuttavia, vi confesserò un pensiero audace: se Leonard Westminster crede di poter irritare il mio spirito con il suo atteggiamento sprezzante e le sue irresistibili provocazioni, si sbaglia di grosso. Non sono una dama che si piega dinanzi ai capricci di un uomo, neppure se costui è il marchese più chiacchierato di Londra. Non temete per me, miei cari. Se la mia strada si incrocia con quella di Westminster, sappiate che non sarà lui a dettare le regole del nostro gioco. Con affetto, Dalla penna di Lady De La Rocheroucauld"
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The knot

«(to) tie the knot» è un'espressione idiomatica che letteralmente si tradurrebbe con "stringere il nodo", e dunque assume il significato di "sposarsi". Ebbene, Camila non aspetta altro che le venga l'idea funesta di convolare a nozze, incastrando, per modo di dire, la sua migliore amica, per cui prova un sentimento quantomai limpido, raffinatosi nel corso degli anni: l'amore. Così, la notte in cui Lauren si presenta sotto casa sua, reduce dalla fine di una relazione di quattro anni, sull'onda alcolica che il dovere della consolazione ha portato con sé, ella detta talune condizioni: «Se entro i trent'anni nessuna delle due trova l'amore con la maiuscola, ci sposiamo io e te». Dal capitolo dodici: «- Eh? -. - Ho detto: mi dispiace di non riuscire a stabilire una connessione lontanamente paragonabile a quella che avevamo, da adolescenti -. Con la mano inanellata, Lauren compresse leggermente le sue guance piene. Allorché incrociò uno sguardo sollevato, contornato da un profondo affetto che quasi sgorgava come lacrime, languì di senno. Si chinò di poco in avanti e, facile preda del medesimo incanto che l'aveva guidata durante il ricevimento nuziale, sfiorò le sue labbra protruse con le proprie. Fu una frizione leggerissima, quasi impercettibile, ma bastò a mandare Camila in estasi; a farle socchiudere le palpebre, a veicolare una scossa elettrica in aorta, a destare il solito scompiglio gastrico, allora un poco dormiente. - Lern... - farfugliò ella, tremando di un desiderio insaziabile. - Scusa -. Lauren si discostò, improvvisamente in imbarazzo: realtà e suggestioni inedite si mescolavano senza controllo, né logica. Pensò fosse il senso di colpa ad averla spinta a tanto. Sì, doveva essere così. - Sarà meglio che torni a fare lezione... -. Intersecò ancora una volta lo sguardo smarrito della moglie. Quasi retrocesse. Ma poi, - Grazie - sussurrò, disparendo dietro la porta con la borsa termica tra le mani».

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