Empatia Distruttiva

Empatia Distruttiva

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Feb 13, 2025
Mimmo, un terapeuta poco più che trentenne, si era presto fatto strada nella sua professione, risultando sebbene i pochi anni di carriera uno dei migliori della sua città. Il suo studio, al secondo piano di un antico palazzo, era spazioso e prestigioso già solo mettendo piede nell'atrio. Ben diverso invece era l'appartamento di circa 160mq che aveva acquistato cinque anni prima per il suo esercizio. Minimalista, luminoso e comodo, capace di accogliere la peggiore tempesta emotiva. Due pazienti al giorno, uno la mattina ed uno la sera. Parcella standard, un po' comune a qualsiasi terapeuta della zona, con la differenza che non seguiva il prolungarsi delle sedute. Mimmo credeva fermamente nel suo lavoro, ma non gli importava se la lancetta dei secondi si trovasse a sinistra o destra del 12 fisso in alto. La seduta era pagata, e chiunque fosse lì, nel suo studio, aveva diritto ad andarsene appagato, dopo aver (o non aver) parlato di qualsiasi cosa reputasse giusto dire. Il terapeuta per tutti, qualcuno lo definiva. Ed era questa la sua missione. Ciò per cui lottava da sempre. Un'empatia distruttiva che lo rendeva necessario nel processo di guarigione. Bastava soltanto avere quel piccolo briciolo di coraggio di varcare quella soglia ed entrare a piedi pari nel problema. Non avrebbe mai costretto nessuno ad entrarci, non dopo aver perso Luna. La lezione, forte e chiara, l'aveva imparata.
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"Chi sei tu? Cosa ci fai a casa mia?" Il ragazzo si gira verso Stiles e alza il sopracciglio. "Casa tua? Veramente questa è casa mia." Oh no, Stiles è perfettamente consapevole di quello che sta dicendo. Per questo tira fuori le carte dell'agenzia e marcia deciso verso l'altro, sbattendogliele in faccia. "Ecco qui, vedi? Sai leggere, vero? Qui c'è il mio nome e questa è casa mia." Il ragazzo prende in mano i fogli e li esamina. "Se qua c'è qualcuno che non sa leggere, quello sei tu." Stiles spalanca la bocca oltraggiato. "Cosa stai dicendo?" "L'affitto è valido solo per una stanza di questa casa. Quella più piccola, ovviamente. Il resto è tutto mio" risponde indicando una clausola minuscola che Stiles proprio non aveva letto. Maledizione! Quell'avventura era proprio cominciata nel peggiore dei modi. "E quindi?" si trova a sussurrare. "Quindi credo di aver trovato il peggior inquilino di sempre. Sono Derek."

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