Il Gelsomino puzzolente

Il Gelsomino puzzolente

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WpMetadataNoticeLast published Tue, May 13, 2025
Si apriva alla notte con la grazia di un sussurro, vestito di bianco e profumato di sogni. Ogni suo petalo era un frammento di luna, morbido, intatto, e l'aria attorno a lui sembrava trattenere il respiro per non disturbarlo. Non chiedeva nulla, se non di fiorire in silenzio, lasciando che il vento portasse via il suo segreto. Ma venne la cornacchia. Nera come l'ombra che precede la tempesta, si posò con il peso di chi non conosce delicatezza. Il becco affilato sfiorò quei petali diafani, dapprima con curiosità, poi con impazienza. Strappò, ferì, sgualcì senza alcun rimorso, lasciando che la bellezza si spegnesse sotto il tocco crudele. Quando volò via, non si voltò indietro. Il profumo era ormai spezzato, il bianco macchiato di assenza. Eppure, tra i rami spezzati e i petali sparsi, qualcosa rimase. Una fragranza appena percettibile, un'eco di ciò che era stato. Perché alcune presenze, anche quando vengono distrutte, trovano sempre un modo per restare. Ciò che era dolce divenne acre, il profumo che un tempo avvolgeva l'aria si trasformò in un odore sgradevole, quasi marcio. I petali feriti appassirono, lasciando dietro di sé un sentore pesante, un ricordo corrotto di ciò che era stato.
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C'era una volta, Venezia. Avvolta da veli di nebbia e campane che suonavano a vuoto. La peste danzava tra i canali come una sposa in lutto, e i volti degli uomini si coprivano di maschere. Alcune per paura. Altre per nascondere verità dimenticate. In una bottega profumata d'assenzio e silenzio viveva Eva De Castel, figlia di erbe e sussurri antichi. Camminava tra i malati come chi conosce bene la morte - ma portava nel sangue un'eredità sepolta, e nel cuore un segreto che la città aveva smesso di ricordare. Dall'altra parte della nebbia c'era lui. Il Signor Visconti, occhi da predatore e mani abituate a spegnere fuochi proibiti. Mandato a stanarla, finì per riconoscere un'ombra che lo aveva sfiorato molto tempo prima. Un legame cucito con febbre e sangue. E così, nel cuore della città morente, due figure mascherate si rincorrono come in un sogno infranto. Ma a Venezia, nulla è mai come appare. Nemmeno l'amore. Nemmeno la verità. © 2025 Eva Green Questa opera è protetta da Copyright.

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