Il passato era diverso dal presente. Le azioni che commettevamo erano differenti, le parole diventavano solamente un lontanissimo ricordo di giorni felici e caldi.
Io avevo sbagliato ad andarmene, io avevo rotto tutti i ponti con quello che rimaneva di un'amicizia speciale di due bambini. Eppure lui mi aveva promesso che quando sarei tornata, tutto si sarebbe sistemato e di nuovo amici per la pelle, saremmo stati . Ma, a quel tempo, nessuno dei due aveva fatto i conti con il futuro e con che cosa ci poteva riservare.
Eravamo diventati grandi, non ci sentivamo più ed io non sapevo nemmeno che aspetto avesse ora. Era come un lontanissimo ricordo di una mente ancora bambina.
Quando ero ritornata a casa quel fatidico giorno d'inizio settembre, alla sola età di 15 anni, lo avevo rivisto. Ma appena le mie labbra avevano emesso un banale ciao, lui con disprezzo si era girato verso di me quasi non riconoscendomi, e con lo stesso sguardo arrogante mi aveva presa in giro davanti a tutti i suoi amici, come se ero un misero pezzo di legno da buttare via.
E allora avevo capito. Avevo capito che il passato era passato, che la gente cambiava, che i volti non erano più gli stessi, ma il cuore si. Il cuore era sempre lo stesso, forse oscurato da quell'arroganza e superiorità.
Da quel giorno lui non era più mio amico, da quel giorno nemmeno sapevo cosa volesse dire un ti voglio bene se non era affiancato dall'odio.
Alcuni dicevano "Dall'odio nasce sempre l'amore" io rispondevo che dall'odio nasceva il rispetto, ormai l'amore per me era tabù. Non poteva esistere se ogni giorno vedevo famiglie disintegrarsi e mariti con amanti. Eppure, in quell'estate, avevo imparato ad amare proprio lui, il ragazzo che odiavo con tutto il cuore, ma che era diventato il centro di ogni mio pensiero.
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