Questa è la storia di Clara, diciott'anni appena, che vive sospesa tra due piccoli paesi nella provincia di Messina, dove il tempo sembra scorrere più lento.
Lì, tra il profumo del mare e le colline silenziose, incontrerà Tommaso. Ma qualcosa in lei già da tempo non va.
Lo chiama "stanchezza", ma è un peso più profondo, un'ombra che le abita dentro.
Un giorno, come tanti, tra i banchi di scuola, il suo corpo cede.
Il risveglio è in una stanza d'ospedale, fredda e piena di domande.
La notizia che riceverà le spezzerà il respiro - da lì inizia la corsa, la lotta contro un tempo che non aspetta, tra esami, diagnosi e speranze sottili.
Nel mezzo della tempesta, perderà anche una parte di sé: una persona amata, che il destino le strapperà via.
E allora...
Riuscirà Clara a reggere il peso del dolore?
A ritrovare la luce, dopo tanto buio?
"Quando Clarice gli volta le spalle e si allontana, Lorenzo sente un freddo prepotente invaderlo nel profondo, sente chiaramente quel freddo diventare un gelo tale da togliergli il respiro e penetrargli nelle ossa, nel cuore e nell'anima.
Clarice con il tempo è riuscita a diventare il suo sole, a trasmettergli un calore ed un amore tale da farlo vivere in una calda e piacevole estate;
quanto avvenuto poco prima ha spazzato via prepotentemente i germogli più belli, ha spento il sole e ha fatto diventare l'estate più bella della sua esistenza un gelido inverno dal quale sarà difficile riuscire a sopravvivere."
Attenzione: la mia storia è basata sulla serie televisiva e ho cercato di immaginare cosa potrebbe essere accaduto in quei setti anni che sono trascorsi tra la fine della terza puntata e l'inizio della quarta che non ci sono stati raccontati.