Afterschool Bad Book Club

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WpMetadataNoticeLast published Sun, May 18, 2025
La prima goccia cadde silenziosa, sfiorando appena la guancia di Rina. Lei alzò lo sguardo rabbrividendo e dovette socchiudere gli occhi per il chiarore accecante di quel cielo gonfio d'acqua, pronto a scaricare tutto il suo pianto sulla città. L'odore dell'asfalto bagnato risaliva pungente nel naso. Intorno a lei, i compagni di classe si affrettavano a cercare riparo sotto il portico della vecchia chiesa, mentre gli insegnanti esasperati chiamavano tutti a raccolta cercando, come sempre, di sovrastare il vocio di sedicenni che non avevano ancora conosciuto il cinismo e l'apatia della vita adulta. Rina rimase ferma, persa nel tumulto dei suoi pensieri adolescenziali, quelle paturnie che sembravano così devastanti in quel frangente ma su cui probabilmente avrebbe riso sopra a distanza già di qualche anno. Dante la osservava poco distante, le mani nelle tasche del giubbotto. «Non vieni?» chiese, la voce tranquilla nonostante il caos attorno a loro. Lei si voltò a guardarlo e le sfuggì un sorriso appena percettibile, che però a lui non passò affatto inosservato. «Mi piace la pioggia.» Dante sospirò, portandosi una ciocca di capelli dietro all'orecchio. Di solito li teneva legati con una mezza coda di cavallo, ma gli si era spezzato l'elastico e adesso si ritrovava a spostarli sempre perché non gli oscurassero la visuale. Si sentiva stranamente impacciato, e non gli piaceva neanche un po'. In realtà ultimamente non era così estraneo a quel fastidio, che pareva affacciarsi inspiegabilmente di fronte alla stessa persona. «Ma così finirai per prendere una polmonite.» Lei si voltò completamente verso di lui, alzando le braccia come a sfidarlo. «Bene, vacanze!» E mentre le gocce cominciavano a cadere, mentre tutto il mondo continuava a girare, le loro risate si mescolarono al rumore della pioggia sull'asfalto come se il tempo si fosse fermato intorno a loro. Dante ebbe la sensazione che questa non sarebbe stata una giornata come le altre
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#138
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America, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padroni di casa. La cattiveria dei due, si spinge fino a renderle la vita impossibile. Ma l'incontro casuale con tre meravigliosi ragazzi, i più giovani esponenti di una nobile famiglia di origine scozzese, le permette di dare una svolta imprevista alla sua esistenza. Da quel momento in poi, tutte le vicende che la protagonista affronterà la costringeranno a prendere importanti decisioni sul suo destino, affrontando così una grande e romantica avventura che la porterà dall'America all'Europa, in un mondo che si sta preparando alla Prima Guerra Mondiale. Dalla storia: «Vedi, i fiori muoiono e rinascono ancora più belli. Le persone muoiono e rinascono ancora più splendide nel cuore di chi resta.» - «Ma tu... vieni da qualche galassia strana?» mormorai attonita. Il ragazzo scoppiò a ridere, rideva come se non lo facesse da tempo. «Dici delle cose divertenti, piccolina! Comunque, anche se mi vedi vestito così, ti garantisco che sono un essere umano.» - «Non ti offendere, signorina tutte lentiggini. Se ti arrabbi ti si vedono ancora di più.» si avvicinò improvvisamente al mio viso. Gli rivolsi uno sguardo tagliente. «Bè, mi dispiace tanto per te, ma io adoro le mie lentiggini! Vorrei persino averne di più! Immagino che la tua sia tutta invidia, visto che non ne hai nemmeno una!» «Ah! Quindi sei una collezionista di lentiggini!» finse un'aria sorpresa. - «Vuoi ballare?» mi chiese con un dolce sorriso sulle labbra. «Perché?» aggrottai la fronte, stranita dalla sua proposta improvvisa. «Per poi poterlo ricordare.» KEIKO NAGITA ❤️

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