Jenny si era persa in lui per prima.
E Valen si era innamorato dopo.
Ma di più.
Molto di più.
Lei era luce, lui era ombra.
Ma quando si sfioravano, i confine si confondevano, come il mare che si lascia accarezzare dalla luna senza mai appartenerle davvero.
Jenny era un angelo, ma nessuno sapeva che gli angeli potessero tremare.
Lei credeva di essere un groviglio di paure e insicurezze avvolto in un corpo troppo delicato per reggere il peso del mondo.
Non si sentiva abbastanza, mai.
Ma agli occhi di Valen era perfetta.
Era luna piena, il riflesso della luce sull'acqua, l'ultimo respiro prima di un bacio.
E lui ne era terrorizzato, perché non era nulla di tutto questo.
Aveva paura di sporcarla, di strapparle le ali.
Jenny meritava qualcuno che non fosse marcio dentro.
Ma lei non voleva qualcuno di diverso.
Voleva lui.
Valen era sporco, non nel modo in cui si sporca qualcosa che puoi lavare via, ma nel modo in cui qualcosa si frantuma dentro e non torna mai più come prima.
Non si lasciava guardare davvero da nessuno, nessuno era capace di farlo.
Ma Jenny si.
Jenny lo guardava come se lo vedesse intero.
Come se non si accorgesse di tutti i pezzi che gli mancavano.
O forse sì, ma semplicemente non le importava.
Valen era sempre stato troppo consapevole del proprio buio per avvicinarsi alla luce di qualcun altro.
Ma Jenny si posava su di lui come la luna sull'oceano, illuminandolo senza sapere che stava rischiarando un luogo in cui nessuno aveva mai osato guardare.
Valen l'aveva lasciata fare.
Aveva lasciato che la sua innocenza si incastrasse nei suoi spigoli, che le sue mani sfiorassero le sue cicatrici come se non avesse paura di tagliarsi.
Jenny si era persa in lui, ma Valen si era ritrovato in Jenny.
Ma non poteva permetterselo.
Tra le braccia di Valen, in tutto quel caos, Jenny trovava pace.
Con Valen non doveva dimostrare nulla.
Non doveva essere niente di più di ciò che era.
Ma come si scappa da qualcuno che ormai è già casa?
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