Cuori sotto effetto

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WpMetadataNoticeÚltima publicación mar, mar 4, 2025
Iris ha diciassette anni e negli occhi castani con riflessi dorati si porta dietro un universo di emozioni troppo grandi per la sua età. La sua pelle olivastra è segnata solo da poche lentiggini, ma dentro è come se avesse già mille cicatrici. La droga non è solo un vizio, non è solo un'abitudine: è un rifugio, un luogo in cui smettere di sentire, smettere di pensare. Eppure, da quando ha incontrato Alessio, qualcosa è cambiato. Lui ha diciotto anni, un'aria distratta, capelli biondi spettinati e occhi verde-grigi che sembrano contenere tutto il dolore del mondo. È il tipo di persona che ama senza mezze misure, che si butta nel fuoco senza paura di bruciarsi. E con Iris, non ha scelta: l'ama sin dal primo istante, con un'intensità che lo spaventa e lo affascina. Iris non lo trascina nel suo mondo: è lui che ci entra da solo, senza che lei glielo chieda. All'inizio la guarda da lontano, vuole aiutarla, crede di poter essere la sua ancora. Ma poi, quasi senza accorgersene, si lascia avvolgere da quella stessa nebbia che la tiene prigioniera. Forse per sentirsi più vicino a lei, forse perché l'amore che prova è così immenso da volerne condividere ogni angolo, anche il più oscuro. Insieme vivono un amore che è tutto eccesso: troppo intenso, troppo vero, troppo fragile. Si cercano, si rincorrono, si perdono e si ritrovano tra notti senza fine e promesse sussurrate sottovoce. Ma c'è una linea sottile tra il volare e il precipitare, e loro la sfiorano in continuazione, senza sapere mai da che parte cadranno. Ma l'amore basta per salvarsi? Iris e Alessio si tengono stretti, anche quando tutto sembra sgretolarsi. Perché nel loro caos, nell'odore di pioggia e sigarette, nella musica troppo alta e nei sogni troppo grandi, esiste una verità assoluta: loro due. E in fondo, forse, è proprio questo il problema.
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Amelia ha vent'anni e vive a Liria, un piccolo paese di mare dove l'inverno somiglia a una resa. Dopo una fuga mai davvero raccontata, si è rifugiata nella stanza sopra un bar semi vuoto e in giornate tutte uguali. Lavora al Faro Stanco, serve caffè con lo sguardo basso e annota frasi che non leggerà mai a nessuno. Ha smesso di cercare legami, e ha imparato a proteggersi con il silenzio. Alex ha ventitré anni e arriva a Liria quando nessuno arriva. Dice di essere lì per lavorare in un piccolo laboratorio di falegnameria, ma la verità è che cerca qualcosa che nemmeno lui sa spiegare. Il suo passato è inciso dentro, ma lo tiene nascosto sotto una calma che a volte sembra disinteresse, altre volte solo dolore ben educato. Il loro primo incontro è una crepa impercettibile nella monotonia. Nessun colpo di fulmine, solo uno sguardo in cui qualcosa si riconosce. Lentamente, quasi contro la loro volontà, iniziano a condividere gesti, silenzi, abitudini: un caffè sempre uguale, una camminata dopo il lavoro, un appoggio che non chiede spiegazioni. Non flirtano. Non si rincorrono. Si riconoscono. Ma l'intimità non è semplice per chi ha imparato a stare solo. Amelia si chiude appena qualcosa la tocca troppo da vicino. Alex scompare per giorni senza preavviso, quando i suoi nodi interni tornano a stringere. Si feriscono senza volerlo, eppure ogni volta sembrano ritrovarsi più veri. Quando Amelia rivive un dolore che credeva sepolto, tutto si spezza. Eppure è proprio nella distanza che comincia a capire: forse non ha bisogno di essere salvata, ma di qualcuno che resti. Anche Alex, per la prima volta, smette di fuggire. Confessa un frammento di sé che non aveva mai detto a nessuno. Non per ottenere qualcosa, ma per esserci davvero. Insieme imparano che l'amore non è guarigione, ma presenza. Non serve a chiudere le ferite, ma può renderle più leggere da portare. Nel finale, non sono "felici e risolti", ma veri e presenti. E questo basta.

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