Realtà psicotiche

Realtà psicotiche

  • WpView
    Reads 185
  • WpVote
    Votes 63
  • WpPart
    Parts 6
WpMetadataReadOngoing
WpMetadataNoticeLast published Wed, Mar 5, 2025
❝Siamo prigionieri del tempo o solo ospiti di un sogno che non ci appartiene? ❞ La realtà è un riflesso deformato. Il pensiero, un carcere costruito con le proprie mani. Ogni respiro è un'illusione di libertà, ogni passo un'eco già prevista. Se nulla è reale, cosa resta di noi? I giorni si sovrappongono, identici. La coscienza oscilla tra lucidità e delirio. Il dolore si fa materia, scolpisce la pelle, sussurra all'orecchio la verità che nessuno vuole ascoltare. Non c'è redenzione, né catarsi, solo la danza perpetua dell'inquietudine. L'esistenza è un enigma senza soluzione, o la soluzione stessa è il nulla? "Chi legge queste parole ha già oltrepassato la soglia."
All Rights Reserved
#7
philosophy
WpChevronRight
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Little Kore - Anatomia disallineata del desiderio
  • Inquietudini
  • Pensieri di una mente stanca
  • lacrime d'acciaio | Raccolta Di 'poesie'
  • OLTRE LA VITA....
  • Filosofia di un realista
  • CRESCERE NEL CRIMINE
  • parti di me

"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

More details
WpActionLinkContent Guidelines