Ciao sono karol di salvo
Di Salvo, sì. Quel cognome che pesa come un macigno, quello che quando lo dici tutti già capiscono chi sei. O almeno credono di capire.
Sono cresciuta sapendo che certe cose non si fanno, certe persone non si guardano, certi nomi non si pronunciano. Ma poi sono finita qui, all'IPM di Napoli, e tutto quello che mi hanno insegnato si è sgretolato davanti a due occhi che non dovevo incontrare.
Lui. Non posso nemmeno dire il suo nome senza sentire il sangue di mio padre ribollire nelle vene. È sbagliato, lo so. Lo sapevo dal primo momento in cui ci siamo sfiorati per sbaglio, nel corridoio, senza nemmeno guardarci. L'ho capito quando mi ha parlato per la prima volta, senza quella rabbia che dovrebbe dividerci.
Qui dentro siamo solo due ragazzi. Fuori, siamo nemici. E quando le porte si apriranno, quando il tempo scadrà, dovrò scegliere: il sangue o il cuore?
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