Anno 5016. Il cielo sopra Neo-Veridia era un sudario color ocra, denso di particolato e promesse mancate. Ogni respiro era una negoziazione con le tossine che danzavano nell'aria, un promemoria costante del mondo che avevamo lasciato morire. Le rovine contorte degli antichi grattacieli si ergevano come scheletri aguzzi, testimoni silenziosi di un'era di eccessi e cecità. Gli esseri umani sono pochi, sparsi come semi sterili in un terreno ostile. Il Grande Calore aveva spazzato via miliardi di vite, le tempeste acide avevano corroso la terra e le acque inquinate avevano generato nuove, innominabili malattie. Ma in questo crepuscolo dell'umanità, qualcosa di strano era germogliato. Alcuni di loro ... sono diversi.
Elara sentiva il vento sussurrare segreti tra le fessure del suo rifugio di fortuna, un vecchio vagone della metropolitana incastrato tra le fondamenta di un palazzo crollato. Non erano solo le correnti d'aria; erano voci, frammenti di pensieri che danzavano ai margini della sua coscienza. Da quando la Cenere Rossa aveva velato il sole per la prima volta, queste percezioni si erano intensificate, un fardello e una benedizione in egual misura.Quella notte, le voci erano più insistenti, cariche di paura. Un brivido le percorse la schiena, un presagio più tangibile del solito. Non si trattava solo della fame che le attanagliava lo stomaco o del freddo umido che le penetrava nelle ossa. C'era qualcos'altro, qualcosa di oscuro che si muoveva nell'ombra tossica di Neo-Veridia. Si strinse la vecchia sciarpa sfilacciata attorno al collo, i suoi occhi color ambra che scrutavano l'oscurità attraverso il vetro crepato del finestrino. Sapeva che ignorare questi avvertimenti era un lusso che nessuno di noi poteva più permettersi. In un mondo morente, i sussurri del vento potevano essere l'unica cosa tra la vita e l'abisso.Questo è quello che mi ha scritto Gemini. Da questo scriverò io stessa un libro. Chissà come finirà questa storia. Lo scoprirete solo leg
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