Tra le ombre di Madrid

Tra le ombre di Madrid

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WpMetadataReadComplete Thu, Dec 25, 20252h 5m
Dopo la morte improvvisa di sua madre, Ivy, 17 anni, è costretta a lasciare tutto ciò che conosce: la sua città, i suoi amici, i suoi ricordi. Insieme a suo padre si trasferisce a Madrid, cercando di ricominciare da capo in un posto che non sente suo. Nuova scuola, nuova lingua, nuovi volti... e un vuoto nel petto che sembra incolmabile. È lì che incontra Henry, il ragazzo più noto del liceo: bello, carismatico, irresistibile... ma anche distante, arrogante, circondato da segreti. Capitano della squadra di calcio più forte di Madrid, tutti lo ammirano, nessuno lo conosce davvero. Tra scontri iniziali, sguardi che bruciano e parole non dette, qualcosa inizia a muoversi. Ma entrambi portano ferite troppo profonde per lasciarsi andare completamente. Si aspetteranno? O si perderanno prima ancora di capirsi?
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romanzorosa
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«Perché, quella sera al castello, non hai detto niente?» Io mi irrigidii e non risposi subito, tenni lo sguardo fisso sul mio piatto. Spezzai il raviolo con i denti e appoggiai l'altra metà sul piatto. «Avevo paura che non mi avessi riconosciuta», mormorai, giocando con la forchetta, poi alzai lo sguardo sul suo, decisa, «Ne ero convinta. Credevo che, essendo cambiata così tanto, non mi avessi riconosciuta e che parlare mi avrebbe solo messa nei guai» «Credi che non avrei riconosciuto il tuo sguardo?», inarcò un sopracciglio, colpito. «Sapevo di non essere in pericolo, ma non mi sentivo del tutto al sicuro. Perché, se non mi avessi riconosciuta, non sarei stata al sicuro al cento per cento», spiegai e vidi il suo volto scurirsi, «Ti prego, non pensare male di me» «Sai come sono sopravvissuto tutti questi anni?», chiese con tono calmo, guardandomi, «Concentrandomi sul ricordo della tua risata, della tua voce, del tuo tocco. Sul ricordo del tuo viso, che stavo iniziando a dimenticare. Mi sono sforzato ogni interminabile secondo per ricordarmi ogni singolo lineamento del tuo viso. Così da sentirmi vivo, per quel che riuscivo. Ogni volta che i Dissennatori riuscivano a succhiare quel poco di gioia che mi rimaneva, sentivo la tua voce chiamarmi per nome, la sentivo dirmi "ti amo", la sentivo dire che sarebbe rimasta lì per me, che mi avrebbe tenuto lucido e sano di mente. Ma, più ci pensavo, più sentivo di star uscendo di testa. Sei stata tu a tenermi lucido e a farmi impazzire allo stesso tempo. Solamente tu»

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