Oltre le mura

Oltre le mura

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WpMetadataNoticeLast published Mon, Apr 14, 2025
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Un giorno di pioggia, una scuola semivuota e un'assenza che pesa più del solito. Quando decido di andare a trovare Jean, non immagino che quel pomeriggio possa cambiare qualcosa tra noi. Tra docce improvvisate, magliette prestate e dialoghi sospesi tra ironia e sincerità, comincio a vedere Jean sotto una luce diversa. Forse non è solo un amico. Forse nemmeno lui sta così bene come dice. E forse, tra una risata e un silenzio, qualcosa di più profondo sta cercando di venire a galla.
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♬𝑃𝑢𝑙𝑙𝑖𝑛' 𝑦𝑜𝑢𝑟 𝑓𝑎𝑐𝑒 𝑐𝑙𝑜𝑠𝑒, 𝑤𝑎𝑛𝑡𝑖𝑛𝑔 𝑡ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑚𝑜𝑠𝑡 𝑆ℎ𝑜𝑤 𝑚𝑒 𝐼'𝑚 𝑛𝑜𝑡 𝑎𝑓𝑟𝑎𝑖𝑑 𝑜𝑓 𝑦𝑜𝑢 𝑛𝑜𝑤 𝐼'𝑚 𝑛𝑜𝑡 𝑎𝑓𝑟𝑎𝑖𝑑 𝑜𝑓 𝑦𝑜𝑢 𝑛𝑜𝑤 𝑉𝑖𝑙𝑙𝑎𝑖𝑛 𝑎𝑛𝑑 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑡, 𝑖𝑛𝑓𝑎𝑛𝑡 𝑎𝑛𝑑 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡♬ ꧁꧂ Lee Minho non aveva mai creduto nelle seconde possibilità, e men che meno nella possibilità di un cambiamento. Per lui, la vita era un viaggio già scritto, senza deviazioni, fatto di noia, insoddisfazione e qualche amarezza qua e là. Forse per questo sua madre aveva deciso di mandarlo lontano da casa, dalla frenesia della città, nel piccolo e tranquillo paesino di Levanter, una minuscola comunità incastonata tra le colline, dove il tempo sembrava essersi fermato. Minho odiava tutto di quella decisione. Odiava i campi infiniti che sembravano non avere mai fine. Odiava il silenzio spezzato solo dal vento. Odiava il fatto che la scuola fosse a mezz'ora di distanza e che ogni mattina dovesse alzarsi presto per prendere un vecchio trenino cigolante, pieno di studenti chiassosi e anziani con cui non aveva nulla in comune. Ma, più di ogni altra cosa, odiava sentirsi come un esiliato, condannato a vivere in quel posto "per il suo bene". Alla scuola di Levanter, Minho si sentiva fuori posto tanto quanto nel resto del paese. Non era interessato a fare amicizia, e il suo atteggiamento freddo e scorbutico teneva tutti a distanza. Tutti tranne un ragazzo. Han Jisung era diverso dagli altri: sempre con un sorriso pronto, eppure mai invadente. La sua allegria sembrava contagiosa, ma nascondeva una timidezza che Minho non riusciva subito a decifrare. In apparenza, i due non avrebbero potuto essere più diversi. Eppure, giorno dopo giorno, viaggio dopo viaggio sul trenino

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